Auteri: fatto il massimo, ma c’è troppo nervosismo

L’allenatore biancazzurro deluso: «Il rigore non dato è pesante». Ingrosso: «Capisco la rabbia dei tifosi»
PESCARA. Il trittico della riscossa diventa una sorta di triangolo delle Bermuda per le speranze biancazzurre: dopo Teramo e Pontedera, il Pescara stecca anche la terza, con una Lucchese che dir modesta è cieca generosità. Eppure un paio di tiri, tanta corsa a vuoto, poche idee e confuse, semmai fossero idee. Insomma, nulla o quasi da salvare, nulla cui aggrapparsi per dire, ok ripartiamo da qui. Giusto Auteri? «Secondo me la squadra ha dato tutto quel che poteva dare, ha fatto il massimo. Certo, la situazione è quella che è», esordisce un tecnico biancazzurro visibilmente deluso, anche se a parole non rassegnato, «c'è nervosismo, ci sono ragazzi che vanno tranquillizzati, come Pompetti, che ha fatto un ottimo secondo tempo ma nell'intervallo l'ho dovuto prendere da parte, rassicuralo, perché nonostante la grande volontà era teso, agitato. Ma qualcosa abbiamo costruito, quattro cinque occasioni, potevamo sbloccarla la partita. È che maldestramente abbiamo sbagliato le scelte negli ultimi venti metri, contro una Lucchese che poi si è chiusa a riccio. Ma la squadra ha dato tutto, ha continuato a pressare». Ma la sensazione è che non aveva idea di come stanarlo il riccio. Anche per il clima di sfiducia per non dire peggio della tifoseria. «È normale che ci sia dissenso da parte dei tifosi. Non ho nulla da dire su questo, loro vogliono solo applaudire e noi non ce li meritiamo questi applausi. Noi questo lo dobbiamo tenere a mente, ma ci tengo a ribadire che la squadra ha dato tutto. Vanno elogiati tutti. S'è visto anche in quelli che sono entrati. Poi è chiaro che dobbiamo migliorare sul piano della qualità». Il fatto è che non è bastato. Anzi nel finale, dopo l'erroraccio di Drudi, nervosismo oltre il comprensibile. «Sì, sbagliamo, Rizzo ha commesso un errore ma c'è anche l'episodio, anch'esso anomalo, del rigore. L'arbitro l'aveva dato ma il quarto uomo da 50 metri l'ha negato. Non voglio lamentarmi, ma è un episodio che contribuisce a creare il clima. Certo Rizzo non deve farlo, ma è stato più plateale che materiale. Di materiale c'era la gomitata a Ferrari, che nessuno ha visto. Non ha influito sul risultato, ma non mi aspetto tre giornate di squalifica per Rizzo». Si aspetta invece di esserci anche a Grosseto? «Non lo so, io lavoro, non ho paura di nulla». Stando alle prime reazioni, sembra non ne abbia neppure la società. E forse perché ormai ci si è dimensionati sul piano B.
Come schiettamente dice Gianmarco Ingrosso. «Siamo sinceri, diamoci un altro obiettivo, in questa situazione non ha senso guardare a Modena o Reggiana», dice il difensore, «dobbiamo essere realisti e guardare ai play off come un traguardo da conquistare. I tifosi? Capisco il malcontento», conclude, «ma sappiamo che ci sono società che in C ci sono rimaste dieci anni prima di risalire, perciò serve umiltà e grande lavoro. Ancor più di come facciamo. Noi ce la dobbiamo mettere tutta ma ci piacerebbe non essere soli...».
Walter Nerone
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