Auteri punta sull’Adriatico «Pescara, fatti sentire»

L’allenatore chiama i tifosi: «Abbiamo bisogno di loro, vorrei lo stadio pieno»
PESCARA . Se da un lato il tecnico Auteri è tornato alle vecchie abitudini con la camicia e la cravatta che hanno preso il posto della tuta di allenamento prima della rifinitura, dall’altro ecco le vecchie abitudini: nessun indizio sulla formazione che oggi alle 17.30 sfiderà la Viterbese allo stadio Adriatico. «In campo va il Pescara, non guardo ai singoli ma quello che conta è la squadra». Auteri in conferenza ha mandato anche un messaggio al pubblico. «Lasciatemi dire ai nostri tifosi di venire alla partita a farci il tifo, abbiamo bisogno di loro e mi auguro che siano numerosi». L’allenatore del Pescara fa il solito punto della situazione sugli infortunati, ma a centrocampo la coperta appare corta anche se il tecnico minimizza. «Mancheranno i soliti Chiarella, Bocic e Pompetti. Siamo corti in mezzo? Non direi, Diambo ha pienamente recuperato e poi posso contare su Sanogo e Valdifiori oltre naturalmente a Rizzo e Memushaj quindi non ci sono particolari problemi». In realtà Auteri come regalo per il suo compleanno appena festeggiato vorrebbe tanta salute e nessun raffreddore per Rizzo e Memushaj almeno fino al rientro di Pompetti previsto non prima della trasferta dell’11 ottobre a Chiavari contro l’Entella.
Sfida testacoda. La classifica dice che la Viterbese è ultima con un solo punto e tanti, tantissimi gol subiti ma Auteri non si fida e fa bene. «Noi primi e loro in coda? Non ha senso guardare la classifica ora. Quello che vi posso dire è che i laziali hanno raccolto molto meno del loro effettivo valore e non vanno assolutamente sottovalutati. Che partita faremo? La solita nostra, cercando di imporre il ritmo senza rischiare con le transizioni difensive viste le loro qualità. Devo dire che sono molto contento della settimana di lavoro che abbiamo fatto, i ragazzi stanno davvero bene». A Gaetano Auteri si illuminano gli occhi quando viene toccato un argomento a lui caro: i gol che arrivano sempre nel finale. «Posso dire che non è un caso. Io alleno le squadre per avere 100 minuti nelle gambe e giocare fino alla fine con alta intensità. Non cerco di certo il gol casuale e se rivedete l’azione decisiva contro il Montevarchi all’87’ siamo stati 40 secondi con la palla dentro l’area avversaria».
Le scelte. Fino ad ora Auteri ha sorpreso sempre con novità e sorprese nell’11 iniziale. Oggi potrebbe arrivare un turno di riposo per D’Ursi, unico giocatore a non aver mai saltato una gara compresa la coppa Italia. In quel caso tridente con Rauti a sinistra, De Marchi centrale e Galano a destra. Altrimenti Rauti numero 9. Davanti a Di Gennaro agiranno Illanes, Drudi e Ingrosso, in mediana Cancellotti, Rizzo, Memushaj e Nzita. Considerate le tre partite in una settimana non è da escludere Frascatore in campo per far rifiatare un titolare. «Le tre gare in una settimana? Non posso far finta di nulla ma ora dobbiamo concentrarci sulla Viterbese, poi penseremo a Gubbio e Reggiana e potrei anche scegliere qualche giocatore in base alle caratteristiche dei nostri avversari». A proposito di caratteristiche. A destra ci sono Cancellotti e Zappella, a sinistra Nzita e Rasi o vede anche Frascatore in quella posizione? «Direi di no. Per me Frascatore è un braccetto di sinistra, in qualche circostanza particolare può fare l’esterno perché lui nasce in quel ruolo ma io cerco più gamba e più corsa». Auteri saluta, la squadra è già in campo per la rifinitura e attende con ansia le casacche, ma proviamo a far sorridere il tecnico biancazzurro. Chi cantava meglio dei ragazzi quando avete festeggiato i sessanta anni? Auteri non ha voglia di scherzare («pensiamo alla partita») ma poi ci ripensa ed elogia la voce di Rasi. E quella di Rauti? «No no, lasciamo stare non mi sembrava un granché». Ok le canzoni, ma in campo dall’ex Torino oggi Auteri si aspetta il salto di qualità.
Enrico Giancarli
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