Avezzano, altro tonfo: che ti succede?

Il Latte Dolce Sassari sbanca lo stadio dei Marsi (1-3): terza sconfitta consecutiva per i biancoverdi. Fischi dei tifosi
AVEZZANO. Nel solito stadio dei Marsi semivuoto – appena 278 paganti e 119 abbonati – il sapore amaro della sconfitta lo offre anche una squadra dal nome soave: il Latte Dolce Sassari. Terza sarda incontrata nelle ultime tre domeniche e altrettante sconfitte raccolte dai biancoverdi. Un trand che fa scivolare la squadra di Tortora in zone meno nobili della classifica rispetto al brillante inizio di stagione. Brillante quanto meno nei risultati.
Contro il Latte Dolce Sassari accenni di gioco più spumeggiante e offensivo ci sono stati da parte di Leto e compagni. Poca roba, però, in una partita che doveva rappresentare il riscatto dopo 180’ di delusioni.
Si ha l’impressione che i lupi biancoverdi giochino con la paura addosso e che il tridente offensivo cerchi la via della porta con scarso coraggio, supportato da una mediana di blanda qualità. Un ragionamento anche sulla difesa: che fine ha fatto il bunker di inizio stagione? Materiale buono per un Tortora destinato in settimana a fare lo psicologo dello spogliatoio.
Nella partita contro i sardi, non certo una corazzata, il tecnico biancoverde ha proposto un 4-3-3 un po’ anomalo, con Sassarini davanti alla difesa. Nel tridente Padovani è stato preferito a Bittaye, mentre per D’Eramo è arrivata l’attesa conferma. Posto meritato se è vero che il 17enne è stato quello che ha regalato il primo, vero tiro in porta (traversa al 17’ su leggera ma decisiva deviazione del portiere ospite) e tra i pochi a salvarsi. Dicevamo dell’ex difesa di ferro: la prova è arrivata al 23’ quando il Latte Dolce Sassari, grazie a un errore collettivo in casa marsicana, è passato in vantaggio con Delrio.
Da registrare poi il brutto infortunio a Scognamiglio, caduto malamente a terra e costretto a lasciare il campo in barella. Il calciatore sardo è stato portato in ospedale dai volontari della Misericordia per la sospetta frattura di un braccio. Dopo lo spavento, la gioia in casa Latte Dolce è arrivata con un gol di rara bellezza. Raddoppio siglato da Palmas con una spettacolare giocata in acrobazia: rovesciata su cross di Piuledda e palla all’incrocio dei pali. Un gesto tecnico accolto dagli applausi di tutto lo stadio.
Due minuti dopo i biancoverdi hanno il guizzo d’orgoglio e con una capocciata di Menna hanno trovato il gol dell’illusorio 1-2. Lo stesso Menna, al primo dei sei minuti di recupero del primo tempo, sempre di testa, ha sfiorato la rete del pari, ma sulla strada della felicità ha trovato una gran risposta di Garau.
Nella ripresa Tortora ha provato a cambiare assetto, con l’ingresso di Bittaye e l’arretramento di Leto sulla corsia di destra. Ma a neanche 2’ dall’inizio il Latte Dolce ha trovato il gol del 3-1 con il gioiellino Palmas, stavolta aiutato da una deviazione dell’avezzanese Tabacco. Sullo stadio è calato il gelo e sulla gara il sipario. Il Latte Dolce si è piazzato in campo con una difesa a cinque e ha cominciato un’altra gara, quella a chi “sviene” sul campo, fra crampi e colpetti vari, per guadagnare tempo.
Prima dei fischi finali dei tifosi della Nord, da registrare lo sfogo del presidente Gianni Paris che in solitaria ha occupato uno dei settori dello stadio: all’ennesimo errore di Aquino ha preso a calci la recinzione. Al 30’, infine, c’è stata l’espulsione del tecnico Tortora per proteste.
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