Avezzano-choc: il presidente aggredito molla la squadra

Paris mette in vendita la società dopo l’alterco con un tifoso dopo il pareggio con il Monticelli
AVEZZANO. «La società è in vendita al prezzo di un euro: basta con le offese e le aggressioni verbali e fisiche. Lascerò il club in mani adeguate. Aspetto il potenziale acquirente nel mio studio legale. Grazie ai giocatori per l’affetto dimostrato». Lo scrive su Facebook e sul sito della società il presidente Gianni Paris. Paris ha denunciato di aver subìto, prima della gara col Monticelli, un’aggressione da un componente della curva Nord, riportando anche un’abrasione alla gola. L’episodio ha indotto il patron a prendere la decisione di mettere in vendita la società con decorrenza immediata.
«Non mi sento più il presidente di una curva Nord indegna e immeritevole», scrive Paris sul web. «Non mi sento più il presidente di quelle persone al mio fianco che si sono dimostrate false. Non mi sento più il presidente della squadra della mia città. Spdero che i tanto acclamati imprenditori locali o romani o da dove arriveranno, siano pronti a mantenere una società che costa quasi 40mila euro al mese. Mi auguro che arrivino subito. Io manterrò gli impegni presi, ma spero che tutto finisca il più in fretta possibile».
Fin qui, il caso-Paris. Sul campo, la gara ha detto poco. Troppo fangoso il terreno dello stadio dei Marsi per poter vedere anche una sola giocata degna di tale nome. La buona volontà, Avezzano e Monticelli ce l’hanno messa per tutta la durata del match, ma in un contesto del genere è inutile pretendere di più. E per l’Avezzano sarà così anche per le restanti gare interne, per cui sarà difficile rivedere quel bel gioco arioso e quelle volate sulle fasce che in più di una circostanza avevano suscitato ammirazione da parte degli intenditori del bel calcio.
Da parte marsicana, la sorpresa maggiore arriva al momento della lettura delle formazioni, perché Lucarelli rivoluziona l’undici base, togliendo a vario titolo dai titolari Ndiaye, Censori, Puglia, De Sanctis, Di Curzio, Bittaye e Felli. Una scelta coraggiosa, che comunque alla fine darà qualche risultato. Non certo sul piano della qualità, ma quanto a spirito di sacrificio nessuno di quelli impiegati ha tirato mai indietro la gamba. La cronaca è poverissima di spunti. Si segnalano un angolo di Bisegna, che costringe Mecca alla respinta di pugno sul primo palo, e un cross di Moro dalla destra, che l’estremo marchigiano blocca senza problemi. Per il Monticelli una deviazione aerea di Traini su calcio piazzato di Margarita, con la palla che si perde alta sopra la traversa. Prima della fine del tempo, una punizione alta di Bisegna e un tiro senza pretese di Margarita da quasi trenta metri. I calci di punizione arrivano quasi sempre per entrate poco ortodosse causate dal fango. Contenuti tecnici quindi abbastanza miseri, ma il campo non permette di più e la gara scade col trascorrere dei minuti. Un destro di Di Genova si rivela in pratica un passaggio al portiere, ma a partire da metà della ripresa, l’Avezzano ci prova con maggior convinzione. Sinistro a lato di Bisegna al 20’ e, poco dopo, si registra uno spunto di Pollino che penetra tra due avversari ed entra in area per effettuare il cross in direzione di Moro, ma Mecca è il più svelto di tutti e precede il capitano biancoverde. Gli ultimi sussulti portano la firma di Tabacco su calcio di punizione e di De Sanctis che, allo scadere, entra in area ma può calciare soltanto da terra, con esiti uguali a quelli di chi lo aveva preceduto. In sala stampa l’Avezzano conferma il silenzio.
Plinio Olivotto
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