Avezzano con un piede in serie D

20 Aprile 2015

La capolista si sbarazza del Miglianico, a una giornata dal termine mantiene il punto di vantaggio

AVEZZANO. Un’intera stagione (e anche qualcosa in più), in due sole partite. L'Avezzano non ha alternative alla vittoria, e ne è pienamente consapevole. Un mancato successo contro il Miglianico, avrebbe significato il naufragio di buona parte dei sogni cullati per l’intero campionato. Ma così non è stato e la formazione di Alessandro Tatomir è stata liquidata 2-0.

Sapere che il Paterno è li pronto a sfruttare ogni minimo errore, non deve essere una situazione rilassante per la squadra, e la tensione che si avverte in campo e sugli spalti, è palpabile minuto dopo minuto. Ad accentuare un certo tipo di atmosfera, contribuisce anche il clima di tristezza che ha pervaso gli spettatori, pronti nella circostanza a rendere omaggio a una giovane mamma, Gloria, moglie del dirigente Antonio Ferri, che con il calcio in generale e con l’Avezzano in particolare, aveva molte cose in comune. Il pericolo corso contro l'Alba Adriatica è ancora troppo ravvicinato per essere dimenticato, ma Bisegna e compagni esorcizzano la paura e partono subito con la giusta determinazione.

Lucarelli preferisce Catalli a Di Genova e a inizio partita è proprio l’esterno biancoverde ad imbastire un paio di azioni di una certa importanza, ma con scarsi risultati. Un bolide di Bisegna da oltre 40 metri spaventa Palena, ma non lo sorprende. Catalli reclama un rigore al 21’, quando finisce a terra all’interno dell’area, ma il direttore di gara lo invita a proseguire.

L’Avezzano ha fretta di passare in vantaggio, ma il Miglianico si difende con ordine, fino al 35’, quando, in occasione del quinto corner, Bisegna spedisce in area un pallone sul quale si catapulta letteralmente Venditti, che colpisce di coscia e insacca sotto la traversa. L’esultanza sugli spalti sa quasi di liberazione e da questo momento in poi, le giocate dei marsicani appaiono anche più fluide.

Nella ripresa Catalli viene preceduto di un soffio da Miccoli all’altezza del secondo palo, ma al 23’ l’Avezzano raddoppia. Il cross in area è di Catalli e al termine di un doppio rimpallo, è Puglia ad indovinare la deviazione che vale il 2-0.

A questo punto la capolista si sente appagata e in alcune circostanze propone giocate che hanno il vago sapore dell’accademia, ma sempre tenendo alta l’attenzione, soprattutto in difesa, dove Venditti giganteggia come ai bei tempi. Un invito al bacio di Kras per Miccichè che arriva con un attimo di ritardo per la deviazione vincente e un bolide fuori misura di Bisegna, fanno da prologo ad un calcio di rigore che l’insufficiente arbitro Carella nega a Miccichè dopo una voltata di oltre 50 metri palla al piede.

L’attaccante marsicano entra in area e viene sgambettato, ma resiste ancora per qualche passo prima di crollare definitivamente: è rigore, ma quando si volta per guardare l’arbitro, il giocatore biancoverde si accorge di essere stato beffato ancora una volta.

L’ultimo tentativo è di Bisegna, che al 90’ ha ancora la forza di penetrare in area e mollare una cannonata delle sue che però la traversa respinge al mittente.

L’Avezzano vince, ma il Paterno anche, e il campionato è ancora in attesa della sua regina. Che presumibilmente verrà eletta, in un modo o nell’altro, domenica prossima, con i biancoverdi di Lucarelli impegnati all’Aragona contro la Vastese e il Paterno che ospita il Pineto.

Plinio Olivotto

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