Avezzano samba, manita al San Nicolò

Tripletta del brasiliano Dos Santos e quarto posto in classifica per l’undici biancoverde. I teramani reggono solo 45’
AVEZZANO. Una manita al San Nicolò, il quarto posto in classifica, una tripletta del ciclone Dos Santos al suo ottavo centro stagionale, il nono risultato utile consecutivo dei biancoverdi. È la contabilità in casa Avezzano alla fine di un’altra domenica di gloria. Per i teramani del San Nicolò uno stop fragoroso dopo due vittorie consecutive che avevano rilanciato la squadra in classifica e bullonato la panchina di Luca Campanile.
I biancazzurri ospiti (ieri al Dei Marsi in tenuta amaranto) reggono un tempo l’urto marsicano. Quei primi 45’ serviti a Federico Giampaolo per attuare un esperimento tattico che non dà frutti: difesa a tre, centrocampo più folto e il polacco Branicky ad affiancare Dos Santos, mandando quindi in porta il baby Lombardi. Sulla carta un undici a trazione anteriore, di quelli che piacciono al patron Gianni Paris (ricordate la parola “catenacciaro” dopo il derbissimo pareggiato con L’Aquila?), ma nella realtà una squadra meno armonica. Dall’altra parte un San Nicolò che gioca pulito, intraprendente nelle ripartenze, abile a chiudere ogni varco ai rivali imprecisi e confusionari. Il risultato? Un derby soporifero per i 600 sugli spalti – davvero pochi per il cassiere e per una squadra che continua a inanellare risultati apprezzabili – e appena due conclusioni in porta.
Tutt’altro ritmo nella ripresa quando Giampaolo toglie l’impalpabile Branicky (bocciatura sia per il modulo che per il polacco, una sorta di granello di sabbia in un meccanismo quasi perfetto), manda in campo Morgan Besana e torna all’antico.
Proprio da un cross di Besana, al 3’, arriva la capocciata vincente del toro Dos Santos. Per l’Avezzano l’inizio del samba, tanto che 180 secondi più tardi arriva il rigore che Cerone realizza. Ma il San Nicolò non sparisce e prova a reagire. Campanile attua un doppio cambio con Moretti e Monaco per dare una maggiore spinta. E al 22’ i teramani la partita la riaprono: Di Benedetto trova l’angolino giusto direttamente su punizione. Comincia però la partita personale di Dos Santos, che sembra voler prendere per mano i compagni spaventati. Con due tuoni in tre minuti il brasiliano porta a 8 le sue marcature. Il 3-1 è il solito mix di potenza e precisione. Il poker una ciliegina. «Gli ho regalato il pallone», le parole del presidente biancoverde Gianni Paris, «l’ho voluto fortemente, sta ripagando la mia fiducia. A fine mese perfezionerò due acquisti, un attaccante e un centrocampista».
Il sigillo sul derby lo mette Filippo Pollino. Per il San Nicolò il triplice fischio diventa liberazione.
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