Avezzano sprecone e la Recanatese ne fa due e ringrazia

26 Novembre 2018

Palle-gol in serie, ma mira sballata: in ombra Dos Santos Ospiti a lungo in dieci per l’espulsione del portiere

AVEZZANO. I centimetri e una traversa si mettono tra l’Avezzano e una rimonta che avrebbe dato tutt’altro gusto alla domenica biancoverde. I centimetri sono quelli che mancano verso la strada del gol cercata con una notevole mole di gioco (almeno 10 le occasioni limpide prodotte dalla banda Giampaolo). La traversa l’ha fatta ballare Cerone nel momento in cui la squadra stava producendo il massimo sforzo alla ricerca del meritato pari. Dopo l’iniezione di fiducia portata dal successo di Jesi, ci si augurava che la gara con la Recanatese potesse rappresentare la vera svolta di una stagione cominciata tra mille affanni. Premesse confermate nel primo quarto d’ora del match, quando è sembrato di rivedere l’undici armonico della passata stagione, con giocate veloci e tiri in serie verso la porta avversaria. Solo che l’anno scorso c’era un implacabile Dos Santos che non ne sbagliava una, mentre finora il mirino del bomber brasiliano è piuttosto appannato. E non sempre Cerone, l’altro uomo di qualità su cui il presidente Paris ha investito molto, riesce a sopperire alla carenza di mira del compagno.
La gara. L’Avezzano parte forte sul campo inzuppato e nei primi 120 secondi colleziona ben tre palle gol. Fino al 20’ – quando l’inossidabile Pera centra la traversa – è un monologo degli orchestrali di Giampaolo. Ma il black out è in agguato e arriva al 34’ quando il solito Pera si fa beffe della difesa marsicana e insacca, con un’esultanza in stile Mourinho che crea tensioni in campo e sugli spalti. Al 42’ prima Fanti e poi Pellecchia la combinano grossa e Sivilla ringrazia depositando in rete lo 0-2. Pochi istanti prima della pausa, la palla buona capita sui piedi di D’Eramo ma pure per lui mira sballata. Le motivazioni per una possibile rimonta arrivano al 10’ della ripresa. Sprecacè si fa scivolare la palla dalle mani e Dos Santos, che prova a beffarlo, viene steso. Rigore e rosso. Cerone trasforma e suona la carica verso una rimonta che non c’è. L’occasione più grossa per il 2-2 al 32’, ma il missile di Cerone sbatte prima contro la traversa e poi sulla linea di porta. Questione di centimetri, quei maledetti centimetri.
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