B CON POCHI SPETTATORI, IN LEGA QUALCOSA NON VA

10 Dicembre 2018

I 1853 paganti di venerdì sera di Pescara-Carpi sono una miseria. E sono il dato più basso della stagione dello stadio Adriatico, finora. D’accordo, la temperatura non era esattamente quella di una...

I 1853 paganti di venerdì sera di Pescara-Carpi sono una miseria. E sono il dato più basso della stagione dello stadio Adriatico, finora. D’accordo, la temperatura non era esattamente quella di una sera di fine primavera; d’accordo, il momento dei biancazzurri era quello che era, con uno strisciante senso di involuzione. Ma, soprattutto, vuoi mettere? In TV davano Juventus-Inter. Poltrona, pizza, birra, 20 gradi di comfort e, casomai, lo slalom parallelo tra uno schermo grande e quello ridotto di un tablet o di un telefono per buttare un occhio anche di là, per vedere come sta andando. Operazione a rischio strabismo. La serie B, nella sua stagione più complicata, sta perdendo spettatori e visibilità. Se poi aggiungi gli incastri del suo calendario con quello della A, allora capisci che qualcosa ha smesso di funzionare e che, in Lega, a Milano, hanno evidentemente sbagliato la strategia. Almeno nella scelta di anticipi e posticipi. Solo al Pescara è già capitato almeno un altro paio di volte di doversi confrontare televisivamente con partite di A con le quali era impossibile reggere la sfida: la sera del 2 dicembre, da una parte la partita a Perugia, dall’altra Roma-Inter; l’11 novembre Palermo-Pescara contro Milan-Juventus. Il 21 ottobre Lecce-Palermo ha dovuto fare i conti con il derby di Milano, un mese prima Venezia-Livorno con Juventus-Napoli. Cioè, le partite tra le più appetibili del turno di B contro i colossi acchiappa-ascolti della A. Come andare a sbattere la testa contro un muro di granito.
Fino alla scorsa stagione, poi, restavano almeno le finestre lasciate aperte dalle soste della A per gli impegni delle nazionali per potersi prendere tutta la scena. A Sky si erano inventati il “"B Day”: da mezzogiorno fino alle undici di sera per una lunga maratona cadetta, boom di telespettatori e aumento delle presenze negli stadi. Si era lamentato un po' Zamparini che, con il Palermo, aveva parecchi nazionali ed era stato l’unico a invocare la pausa anche della B ma, intanto, quel Palermo era stato capace di arrivare fino alla finale play off. Quindi, conseguenze ridotte al minimo nella resa stagionale. Quest’anno no: con le nazionali si ferma pure la B e buonanotte alla visibilità. La serie B sembra essere finita in un angolo assai poco illuminato. E a Milano non paiono avere le lampadine di ricambio.
* giornalista SkySport
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