Bacinovic è l’uomo in più del Lanciano per la salvezza

23 Maggio 2016

Nella doppia sfida contro la Salernitana, Maragliulo punterà sull’esperienza dello sloveno che dopo un avvio difficile ha preso in mano il centrocampo

LANCIANO. Croce e delizia della Virtus. Classe, geometrie, talento, ma al tempo stesso un rendimento altalenante, condito da qualche espulsione di troppo, a causa dell'eccessiva irruenza negli interventi e forse anche per la reputazione di giocatore piuttosto falloso che gli hanno affibbiato. E' Armin Bacinovic, 26 anni, centrocampista centrale della Virtus dal 2014. Quest'anno per lui 28 gare su 42 e un gol, a Como, che è servito a far raggranellare un punto alla squadra di Maragliulo. Ed è proprio da quando in panchina è arrivato Maragliulo che Bacinovic ha cominciato sfoderare delle buone prestazioni e a giocare con maggiore continuità. Per lui 13 presenze in 18 partite con il tecnico leccese in panchina.

Forse, complice anche il ritiro della patente da parte della polizia avvenuto il 2 febbraio per guida in stato di ebbrezza, o per la nascita del secondo figlio, ad un certo punto lo sloveno si è scosso. E ha cominciato a dimostrare il suo talento. Che in Italia per primo ha notato il Palermo. Bacinovic, che ha iniziato a giocare nelle giovanili dello Zeleznicar, squadra di Maribor, e dal 2002 è tesserato dal Maribor, arriva a giocare in Europa League nel 2009/2010. Nella competizione il Maribor affronta il Palermo di Zamparini che rimane colpito dalla classe del giocatore. Ad agosto 2010 il presidente dei rosanero si accorda con il Maribor (con cui Bacinovic ha vinto la coppa di Slovenia nel 2008 e scudetto e supercoppa nel 2009) lo porta in Sicilia assieme al compagno di squadra Ilicic. Per lui un contratto di 5 anni. Segno che sullo sloveno, che gioca anche nella nazionale maggiore, il Palermo ci punta. E nel primo anno colleziona 35 presenze in A, che sono tante. Ma non si ripete la stagione successiva a causa di un infortunio al ginocchio che gli fa registrare solo 14 presenze. Passa un anno a Verona in serie B, dove conquista la A, ma non da protagonista. Niente rilancio quindi.

Il ritorno a Palermo, in B, è anche peggiore perché raggranella 9 presenze e viene messo fuori squadra. Un incubo. Non viene convocato per il ritiro estivo 2014 e qui si inserisce la Virtus che lo blocca e gli fa firmare un triennale. L'ennesima operazione di rilancio di un buon giocatore per la società dei Maio. «Sono felice di essere qui. Dopo un periodo fermo sarò pronto a giocarmi il posto in squadra da ottobre. Dobbiamo vincere, è questo il nostro obiettivo» disse il centrocampista al suo arrivo. Ma, anche con i rossoneri -58 presenze e 2 gol- ha alternato grandi partite a giornate disastrose con errori ed espulsioni: quest'anno 11 gialli, 2 espulsioni per doppia ammonizione e 1 rosso diretto. Praticamente ha saltato 5 gare, che sono davvero troppe.

Poco loquace fuori dal campo, piuttosto schivo, in campo si fa sentire. Ordinato, talentouoso, Bacinovic detta i ritmi alla squadra, fa girare palla ed è capace di dare profondità. Bravo anche a coprire in difesa, non tira mai indietro il piede e ha anche un bel tiro da fuori. Ma, si perde in giornate in cui pare avulso dal gioco e diventa falloso. Per fortuna nel girone di ritorno, assieme al resto della squadra, ha risalito la china. E a Livorno ha sfoderato una bella prestazione nel primo tempo. Poi, complice il cartellino giallo che lo ha bloccato, è calato e Maragliulo lo ha sostituito con Giandonato. Che però di gialli ne ha presi due e così salterà la sfida in casa contro la Salernitana. Non ci sarà neanche Di Francesco, appiedato dal giudice sportivo. Ci sarà Bacinovic quindi a guidare il centrocampo provando a dare quel qualcosa in più per vincere la prima delle due gare dei play out. Giustizia sportiva permettendo.

Teresa Di Rocco

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