Bagnaia vince, ma il Mondiale si decide a Valencia

Pecco sbanca Sepang (Bastianini 2° e Quartararo terzo) a 11 anni dal tragico incidente di Simoncelli
SEPANG (MALESIA). La festa rossa e tricolore è rinviata. Francesco Bagnaia ha fatto il massimo possibile a Sepang, vincendo la sua settima gara stagionale pur partendo dal nono posto, ma Fabio Quartararo è salito sul terzo gradino del podio – era partito 12°, e con un dito fratturato – aggrappandosi con le unghie alla sua corona mondiale. Solo due punti dividono comunque Bagnaia dal trionfo e il 6 novembre a Valencia, nell’ultima gara stagionale, gli basterà arrivare 14° per diventare campione del mondo, primo italiano 13 anni dopo Valentino Rossi. Era dal 2017 che il titolo non veniva assegnato all’ultimo Gp, quando Marc Marquez prevalse su Andrea Dovizioso. Anche in Malesia la Ducati ha confermato la sua superiorità, col secondo posto di Enea Bastianini, prossimo compagno di Bagnaia nel team ufficiale, e il quarto di Marco Bezzecchi, il quale per qualche giro ha insidiato Quartararo facendo sperare in una tripletta Desmosedici che avrebbe incoronato già oggi il piemontese. Un po’ di delusione, ma nessun muso lungo ai box. Bagnaia a caldo ha espresso soddisfazione. «Intanto ho fatto la miglior partenza della mia vita, è stata devastante, e una delle vittorie più significative di tutte. All’inizio ho cercato di inseguire Jorge Martin, stressando le gomme, ma poi è caduto e sono andato in testa. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, anche se non è stato facile perché Bastianini andava forte e io avevo lo spettro di sbagliare». La caduta dello spagnolo, partito dalla pole e scappato subito avanti, ha cambiato lo scenario, col duello tra Pecco e il “Bestia”, capace di prendersi la prima posizione per qualche giro. Poi dai box Ducati hanno esposto un cartello «Bagnaia», che poteva essere letto come un “consiglio” di scuderia, interpretazione negata sia dal team sia da Bastianini: «Normale dirmi chi ho dietro». Quartararo si è scrollato dalla coda Bezzecchi e dopo aver tentato un difficile aggancio ai due leader, ha preferito conservare la terza piazza. Il circus del motomondiale ha salutato l'Asia non senza celebrare Marco Simoncelli, il pilota italiano che proprio il 23 ottobre, 11 anni fa, perse la vita sul circuito di Sepang. La doppietta italiana è anche un omaggio al suo ricordo.

