Baldini: «Sconfitta amara, in campo troppi insulti»

L’allenatore biancazzurro: «Puniti dal rigore e mi sono arrabbiato con Brosco» Tisci del Pineto: «Siamo stati bravi a soffrire e il risultato è il giusto premio»
PESCARA. «Le partite si possono perdere, importante è non perdere la faccia, non metterla in caciara. Io rosico ma so perdere. Il calcio è anche questo, un 10 per cento di partite che vanno come stasera, cioè tu giochi, crei occasioni ma non segni e gli altri vincono». Sbollita la rabbia ed evitate conseguenze peggiori per quello scatto verso la panchina del Pineto che per qualche istante ha ricordato la famosa vicenda Di Carlo, Silvio Baldini butta acqua sul fuoco della delusione per una sconfitta beffarda come poche altre. Non prima di aver chiarito l'"incidente". «Cosa è successo? Niente, solo che se ti comporti in modo sbagliato mi aspetto che ti scusi non che mi insulti (Il riferimento è al secondo di Tisci, De Vezze, protagonista nella baraonda con due palloni in campo). Gliel'ho detto anche a Tisci, così non si fa». Passando alla partita, Baldini scansa il problema arbitrale «Ho visto che il presidente è stato da loro una ventina di minuti, gli avrà fatto complimenti... No niente alibi con l'arbitro, le sconfitte devono farti soffrire, darti rabbia, carica per ripartire. Non serve nascondersi dietro l'arbitro». Ok mister, andiamo alla partita allora. Qualche problema c'è stato, se è finita così. Quali? «Ditemi, fatemi capire. Io dico solo che se arrivi tante volte al tiro e non fai gol può succedere quello che è successo. Cioè che un momento che perdi l'equilibrio ti colpiscono, ti fanno male».
Magari si potrebbe indagare sul perché tanti problemi col gol, non per Baldini «la partita scorsa ne abbiamo fatti quattro, quindi non è che non sappiamo farli. Il Pineto difensivo? È che me la posso prendere con loro? Vengono a fare quel che riescono a fare. Poi capita il rigore, primo e unico momento in cui avevamo perso le misure, e se ci resti pure in dieci si fa difficile». Per questo i cambi subito? «Sì, avevamo bisogno di forze fresche era inutile attendere».
Anche se in realtà non sono servite molto «Ci sta, ripeto, non ho grandi rimproveri alla squadra, anzi. L’unica cosa che non mi piace è l'arrembaggio confuso. Quella è roba per chi non ha idee. L'ho detto a Brosco, non mi piace che va a fare il centravanti. Ci ha ulteriormente confuso e quattro dei sette di recupero siamo stati nella nostra metà campo. No, non mi piace».
A Tisci invece, è piaciuto tutto. Altroché. E inizia con un tocco elegante «Non ho ben capito cosa è successo con Baldini e i nostri ma se qualcuno ha sbagliato mi scuso io pubblicamente. Mi spiace davvero, ancora più perché qui a Pescara», esordisce il tecnico del Pineto. «La partita è andata come speravamo. Sapevamo che c'era da soffrire e l'abbiamo fatto bene. Nel primo tempo siamo stati poco lucidi nelle ripartenze e mi sono arrabbiato ma poi ci siamo riordinati bene. Il risultato ci premia proprio per la capacità di soffrire senza andare in affanno».
Poi il rigore e la confusione l'ha fatta il Pescara. «Ci sono anche i nostri meriti. Questo successo ci dà ulteriore convinzione e morale per la nostra corsa salvezza. Ancora lunga lo sappiamo ma con questo ragazzi sappiamo di avere forza e qualità per farcela. Il Pescara? Era e resta la più forte del campionato».
Walter Nerone
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