Baldini, un calcio al passato: con Di Carlo scoppia la pace

8 Ottobre 2024

La pedata nel sedere nel 2007 al suo collega è solo un lontanissimo ricordo  Ad Ascoli abbracci e pacche sulle spalle. E in città l’allenatore è un vero idolo

PESCARA. Dai calci agli abbracci 17 anni dopo. Si è chiuso un cerchio e una lunga coda polemica tra Silvio Baldini e Mimmo Di Carlo. Dopo quel 26 agosto 2007, quando i due furono protagonisti in occasione di un Parma-Catania, con un duro scontro verbale e faccia a faccia concluso con il famoso calcio nel sedere rifilato da Baldini all’attuale tecnico dell’Ascoli. Tra i due allenatori, domenica, è scoppiata definitivamente la pace. Dopo le dichiarazioni nelle conferenze della vigilia, i due si sono ritrovati prima del fischio d’inizio di Ascoli-Pescara e si sono salutati con un caloroso abbraccio. Baldini ha cercato il suo collega a centrocampo per stringergli la mano. Un modo di sancire la “pace” in maniera ufficiale, visto che i due allenatori si erano già visti nel tunnel degli spogliatoi. Volti sorridenti e pacche sulle spalle. Le vecchie ruggini erano già alle spalle. A Baldini quel calcione rifilato al suo collega lo ha segnato profondamente. Quel 26 agosto 2007, durante un’azione di gioco Baldini, all’epoca tecnico del Catania, dà delle indicazioni ai suoi avvicinandosi alla panchina degli emiliani. Gli animi si infiammano, i due si mandano al diavolo in uno scontro faccia a faccia. Di Carlo si volta e fa per andarsene, ma Baldini gli rifila un calcio nel sedere. Risultato? Il tecnico del Catania viene squalificato un mese.
«Dal momento successivo a quel gesto non sono più riuscito a trasmettere alle mie squadre quello che volevo», aveva raccontato qualche anno dopo il tecnico del Pescara, che al Centro, venerdì scorso, ha ribadito. «Mi dispiace perché ne ha sofferto la mia famiglia. Ne ha sofferto la donna con cui ho fatto tre figli che si rammarica del fatto che è emersa un’immagine sbagliata del sottoscritto. A me non importa niente. Sto male perché i miei stanno male. Ho sbagliato, per carità. E domenica non ho alcun problema a stringere la mano a Di Carlo». E lo ha fatto, mettendo la parola fine alla vicenda e ricucendo, forse, un rapporto con un suo collega. Baldini è cosi: schietto, senza filtri e molto diretto nei modi e nel linguaggio. «Io parlo per farmi capire, per inviare un messaggio. O trasferire un’idea. E per riuscirci devo stare attento a chi ho di fronte. A seconda di chi ho davanti mi esprimo. L’80% del mondo del calcio è ignorante. Non ha cultura. Non sa, non conosce. Bada solo a come arraffare i soldi», ha ribadito al Centro il condottiero biancazzurro, che ieri mattina all’alba è tornato nella sua Massa, in Toscana, dopo aver viaggiato tutta la notte da Ascoli insieme al figlio Mattia. A Pescara quando lo incontrano lo fermano e gli fanno i complimenti e lui spesso si ferma a chiacchierare con i tifosi. I sostenitori biancazzurri hanno trovato un nuovo idolo in panchina, dopo alcuni anni bui. E la Baldinimania, che pian piano sta aumentando, ha coinvolto anche un ristoratore di Pescara Vecchia, “l’Osteria numero 1000” che ha dedicato le tovagliette a Silvio Baldini, con una foto del tecnico e la sua frase: «A Pescara c’è magia». E quella magia sta coinvolgendo una tifoseria intera che vuole rivivere i fasti di Galeone e Zeman.