Balsorio: pensiamo alle borse di studio per i nostri talenti

Presidente Fidal amareggiata: l’entusiasmo sta scemando per la mancanza di collaborazione e gli attacchi gratuiti
PESCARA. L’atletica abruzzese ha da poco riconfermato alla presidenza del comitato regionale, a inizio del suo secondo mandato quadriennale, l’avezzanese Concetta Balsorio.
Personalità forte, con esperienza dirigenziale e tecnica, Balsorio è decisa a introdurre innovazioni importanti, senza nasconderne difficoltà presenti e future. Tra le note liete del quadriennio di presidenza appena trascorso, c’è stato l’aumento degli atleti tesserati, che hanno superato quota tremila, sostenuto soprattutto dalla fascia d’età di avviamento tra i 6 e gli 11 anni, salita del 134%.
Balsorio, come tradurre questo capitale umano in termini di continuità nella pratica dell’atletica e in risultati agonistici?
«Abbiamo intrapreso un nuovo modo di intendere la struttura tecnica federale. Un gruppo di tecnici in cui gli specialisti saranno affiancati da esperti del settore giovanile, per rispondere alle necessità degli atleti e a quelle delle società. Ben 13 tecnici sono a disposizione e stanno elaborando un programma d'intervento per valorizzare al meglio i giovani».
Sono tornate all’efficienza, pur tra molte difficoltà in parte ancora irrisolte, le piste di Chieti e L’Aquila. In Abruzzo sono quattro gli impianti in regola per ospitare gare di atletica di qualsiasi livello, completate da Pescara e Sulmona. Per il prossimo calendario è previsto un piano per redistribuire le gare in queste sedi, oppure si cercherà di tenere conto anche delle candidature organizzative da parte di società che non dispongono di impianti in regola, ma che possono esserlo in relazione al singolo evento?
«Per rispondere alle esigenze del territorio, si terrà conto di entrambe le soluzioni, comunicando la buona notizia che in tempi relativamente brevi l’Abruzzo avrà a disposizione anche lo stadio di Avezzano».
Questi quattro anni sono stati caratterizzati da importanti risultati nazionali a livello giovanile Cadetti (under 16), dove sono stati vinti cinque titoli nazionali negli ultimi due anni, più numerosi altri risultati da podio. In atletica il difficile arriva dopo, nel dare una continuità all’impegno dei ragazzi in uno sport che ne richiede molto. Il Comitato prevede qualche forma di incentivo o di piano di assistenza per i giovani di maggiori prospettive?
«Premesso che proseguiremo quanto di valido già svolto, stiamo elaborando un bando con i requisiti per mettere in essere borse di studio che riguarderanno i migliori atleti delle diverse categorie giovanili agonistiche. Contemporaneamente, abbiamo già preso contatti con alcune università al fine di elaborare un protocollo d'intesa volto a favorire e sostenere i nostri atleti universitari. L'università di Teramo si sta mostrando particolarmente sensibile al problema».
Tra le note negative c’è la diminuzione del tesserati nelle categorie over 35 anni, dedite in prevalenza al podismo. In un contesto culturale complesso, dominato dall’attività concorrenziale degli enti di promozione, come si può muovere un comitato relativamente piccolo come quello abruzzese?
«Questo è un aspetto delicato. La non chiarezza da parte degli enti preposti sta generando conflittualità operative. La nostra società ha esigenze diverse e quella dell’attività fisica sta entrando nella quotidianità come stile di vita. Cosa pregevole, ovviamente, ma è anche necessario avere chiare le regole su chi può fare cosa».
Nelle prime settimane di presidenza del suo secondo mandato qual è, o quali sono, le priorità da affrontare?
«Oltre alla routine relativa al bilancio di previsione, vanno pianificate le linee guida di questo quadriennio, nel quale vorremmo apportare innovazioni in diversi settori con l'utilizzo della tecnologia».
Con quale spirito personale intraprende questo secondo difficile impegno istituzionale in una delle federazioni più importanti dello sport nazionale e regionale?
«L'atletica è patrimonio della mia storia personale. La voglia di impegnarsi e mettere a disposizione l'esperienza maturata e la professionalità c’è sempre. Ma l'entusiasmo iniziale sta scemando, in conseguenza di mancanza di collaborazione e attacchi gratuiti da parte di alcune forze in campo».
Roberto Ragonese
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