Balzano: taglio agli ingaggi, troveremo un accordo

Braccio di ferro club-calciatori sulla proposta di azzerare gli stipendi durante il periodo di inattività, ma il terzino è certo di trovare un’intesa con Sebastiani
PESCARA . Si studia la ripresa. I club di B sperano che il coronavirus venga sconfitto al più presto in modo da programmare il ritorno in campo. Se la stagione non terminasse, tante società andrebbero in crisi e il futuro diventerebbe un’incognita. Ci saranno inevitabilmente ripercussioni negative sul piano economico, ma per scongiurare un vero e proprio bagno di sangue (e molte battaglie legali) bisognerà finire il campionato. Ecco perché tutti sono disposti ad attendere il più possibile e a giocare le restanti partite in estate. Chiaramente, al primo posto c’è la salute dei calciatori che, se si ripartirà, nel periodo conclusivo della stagione saranno costantemente sottoposti a controlli accurati. Inoltre, sarà necessario trovare un accordo tra club e calciatori sui tagli. Come era accaduto per la Lega A, anche il documento redatto dall’assemblea di B non è piaciuto affatto all’Aic (Associazione italiana calciatori) e all’Aiac (Associazione italiana allenatori di calcio). Due giorni fa la Lega B ha deliberato una linea di indirizzo che prevede di non pagare ai tesserati gli stipendi relativi al periodo di inattività. Di conseguenza, se il torneo non dovesse riprendere, le società non provvederebbero al saldo dei compensi, o quantomeno lo farebbero in minima parte. Al contrario, se si tornasse in campo occorrerebbe trovare un’intesa sulla base dell’impatto economico negativo derivante dal virus e determinare l’ammontare delle riduzioni. Proposte che al momento Aic e Aiac respingono con decisione definendole «irricevibili e vergognose». Tuttavia, ogni club è libero di trattare la percentuale dei tagli, anche perché la discussione è resa più complessa dalla presenza di contratti che hanno una parte variabile (i bonus) legata a obiettivi individuali e di squadra. Che, se non si torna in campo, non possono essere raggiunti. In casa Pescara, Daniele Sebastiani ha rassicurato i giocatori: «Bisogna restare uniti», le parole del presidente al Centro, «non si farà sciacallaggio, troveremo una soluzione». Pure tra i biancazzurri c’è la massima disponibilità, come spiega Antonio Balzano. «Sappiamo che le società avranno problemi», afferma il terzino, «noi del Pescara siamo pronti a fare la nostra parte. Finora la squadra non ha ricevuto comunicazioni, quando sarà convocata verranno prese le decisioni più giuste». Qualche perplessità sulla volontà dei club di non pagare il periodo di inattività. «Noi continuiamo ad allenarci nelle nostre case comportandoci da veri professionisti e speriamo di poter concludere il campionato. Decurtare l’intero stipendio non mi sembra la scelta migliore. Poi c'è la questione dei contratti: sono tutti diversi e non possono essere equiparati a quelli della serie A. Comunque, ne parleremo nei prossimi giorni. Da parte mia c’è solo una voglia matta di giocare». Per il difensore pugliese l’attesa sta diventando estenuante. Lo scorso 24 settembre a Cittadella si è rotto il legamento crociato, ma se il coronavirus non avesse fermato il campionato sarebbe tornato in campo a metà marzo. Da oltre sei mesi Balzano lavora senza sosta. «È una sfida con me stesso», spiega il calciatore che il 13 giugno compirà 34 anni, «ora sto bene, voglio dimostrare di essere ancora all’altezza e proseguire la carriera nel Pescara».
Giovanni Tontodonati
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