Banegas: questa vittoria è dedicata agli aquilani

Michielin al rientro in porta: «Io poco impegnato, la difesa sta lavorando bene» Mantini confida nella Sambenedettese: «Venderà cara la pelle col Campobasso»
L’AQUILA. Di clean sheet in clean sheet. L’Aquila 1927 non subisce gol per la terza partita consecutiva e quando ci si mette il palo a negare il quindicesimo gol stagionale a Banegas, ci pensa poi Sbardella a buttarla alle spalle del proprio portiere.
«Purtroppo, ho avuto un po’ di sfortuna su quel palo interno, però l’importante è che abbiamo vinto una partita che per noi era fondamentale» commenta l’esterno argentino a fine gara.
Vittoria doppiamente importante secondo il pocho «in una giornata bellissima per tutta la città, soprattutto per l’anniversario di ieri. Ci tenevamo tantissimo a regalare una gioia a questa gente che è stata spettacolare. Adesso mancano quattro finali dove cercheremo di fare 12 punti, sperando che il Campobasso perda qualcosa già a partire dalla prossima visto che la Sambenedettese è una squadra tosta e lo abbiamo visto. Speriamo quindi ci possa dare una mano».
«In una partita del genere non senti alcun dolore. L’adrenalina supera ogni acciacco», afferma invece Matteo Michielin, al rientro tra i pali della “Squadra della gente” e ancora incerottato dopo il brutto taglio al gomito rimediato una decina di giorni fa. «A parte qualcosina nel finale sono stato poco impegnato, segno che lavoriamo bene in fase difensiva. Adesso mancano quattro partite con squadre di medio-bassa classifica e dovremo stare attenti perché sappiamo che sono le più insidiose».
E poi aggiunge, a proposito della staffetta con Cerroni, autore di due degli ultimi tre clean sheet aquilani: «Non importa se gioca l’uno o se gioca l’altro. L’unica cosa che conta è che chiunque giochi non prenda gol». «Abbiamo fatto la partita che dovevamo fare e sono contento per tutti i tifosi che sono venuti allo stadio», commenta dal canto suo Giorgio Mantini, subentrato nel corso della prima frazione all’acciaccato Origlio, senza farlo rimpiangere. «La Sambenedettese è una squadra costruita per vincere e infatti ha giocato una buona gara. Non penso, però, che dopo questa sconfitta getteranno la spugna, anzi credo che se la giocheranno fino alla fine. Alla prossima affronteranno il Campobasso in casa e sono certo vorranno rifarsi. Noi però continuiamo a pensare al nostro percorso come abbiamo sempre fatto finora: una partita alla volta».
Giovanni Alessandretti torna invece sui diversi episodi “al limite” capitati in area di rigore aquilana e poi contestati a gran voce dalla panchina marchigiana: «Sono episodi che valuta l’arbitro anche in base al suo metro di giudizio, quindi se ha deciso di lasciar proseguire evidentemente non ha ravvisato alcuna irregolarità. Al di là delle recriminazioni, la Sambenedettese resta una grande squadra con ottimi giocatori. La partita è stata combattuta, tanto che è stata risolta da un episodio. Però, noi dobbiamo essere soddisfatti della prestazione che abbiamo fatto perché ci siamo comportati bene. E adesso dobbiamo cercare di allungare la striscia di vittorie il più possibile. Poi si vedrà alla fine dove saremo arrivati».
Tommaso De Benedictis
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