Barazzutti: giovani bravi, devono soltanto crescere

Il tecnico azzurro in Abruzzo per promuovere l’ATP Challenger di Francavilla Certa la partecipazione di Giannessi, forse una delle quattro wild card a Bolelli
PESCARA. Sorrisi, abbracci, foto ricordo e tanti, tanti attestati di stima. È trascorsa via così la giornata che il tennis abruzzese ha voluto dedicare a Corrado Barazzutti, capitano dell'Italia di Coppa Davis, invitato anche e soprattutto per promuovere l'ATP Challenger di Francavilla in calendario dal 22 al 30 aprile. Una mattinata passata a contatto con i ragazzi delle scuole di Francavilla per poi spostarsi al Marina di Pescara dove nel pomeriggio ha palleggiato insieme agli iscritti delle varie scuole tennis abruzzesi: «Sono state delle ore molto piacevoli e costruttive passate a contatto con i giovani. Gli Internazionali rappresentano un torneo importante per questa realtà, forse il più grande di sempre mai organizzato in Abruzzo. Giornate così servono a promuovere non solo l'evento, ma anche il tennis tra i più piccoli».
Ed è proprio su quest'ultimo punto che Barazzutti insiste: «È interessante il modo in cui i giovani si avvicinano a questo sport. Sono curiosi, interessati, vogliono provare, cimentarsi. Bisogna dire che per aiutare la crescita di quelli che noi tutti ci auguriamo possano essere i tennisti di domani è necessario avere delle infrastrutture all'altezza e da questo punto di vista mi sembra che a Francavilla non manchi nulla». I piccoli di oggi infatti, rappresentano i grandi di domani. Una delle maggiori imputazioni che gli addetti ai lavori hanno fatto all'Italia recentemente battuta dal Belgio in Coppa Davis, è proprio una mancanza di ricambio generazionale. «Penso sia una considerazione vera solo in parte. Innanzitutto perché chi fa parte oggi della squadra di Davis ha grandi qualità e poi perché alle spalle dei vari Fognini, Lorenzi, Seppi e Bolelli si stanno affacciando ragazzi interessanti. Basti pensare ad Alessandro Giannessi, che tra l'altro sarà uno dei grandi protagonisti del torneo di Francavilla, ma anche a Cecchinato, Gaio o Fabiano. Giannessi, come gli appassionati sanno, ha fatto parte della spedizione in Belgio, gli altri ci auguriamo che presto possano darci una mano. È chiaro che per riportare l'Italia del tennis in alto è necessario che questi ragazzi potranno esser presto convocati non solo perché giovani ma perché competitivi».
La consegna delle uova di Pasqua ai partecipanti ha chiuso il pomeriggio di Barazzutti in Abruzzo, non prima peró di avergli strappato un qualcosa di simile ad un impegno per poterlo rivedere quanto prima da queste parti.
Nel frattempo perseguono a ritmo serrato i preparativi per l'inizio del Challenger. A dieci giorni dal via della manifestazione il direttore Luca Del Federico fa il punto della situazione: «Avremo 32 singoli e 16 coppie che si sfideranno nei nove giorni di gara. Ci saranno nomi importanti del circuito ATP come il già citato Alessandro Giannessi, il russo Alexander Bublik, il greco Tsitsipas e il portoghese Elias».
Previste anche quattro wild card sui cui peró l'organizzazione preferisce mantenere un certo riserbo, ma voci interne dicono che una di queste potrebbe rispondere al nome di Simone Bolelli: «Venerdì 21 comunicheremo i nomi delle wild card, così il programma sarà completo», dice Del Federico, che però non nasconde l'entusiasmo per aver riportato in Abruzzo un torneo che mancava da molti anni: «Dal 1992 per l'esattezza. Siamo molto felici per questo è ci aspettiamo una buona risposta del pubblico. Che in parte è già arrivata. La nostra idea è quella di dare continuità al lavoro di quest'anno. Senza fare voli pindarici, sperando in una buona riuscita, vorremmo trasformare il Challeger in un appuntamento fisso».
Adriano De Stephanis
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