Barbarossa: umiltà e allegria per vincere

27 Marzo 2019

Il presidente dell’AcquaeSapone festeggia la coppa Italia e guarda avanti: «Dimenticare i trionfi per collezionare altri trofei»

PESCARA. «Un passo alla volta e, sopratutto, bisogna farlo lavorando in allegria». La ricetta vincente dell’AcquaeSapone calcio a 5 è stata svelata dal presidente Enio Barbarossa, ospite della redazione del Centro insieme al tecnico Tino Perez. Sette titoli negli ultimi otto anni con la possibilità di centrare il Triplete alla fine di questa stagione. «Abbiamo vinto tutto, ci siamo superati», gongola il numero del club nerazzurro mentre si tiene stretta al petto la coppa Italia conquistata a Faenza. «L’avevamo già vinta l’anno scorso e confermarsi non è mai semplice. La squadra è stata straordinaria», dice Enio Barbarossa, che impiega un secondo a tornare con i piedi a terra. «Bene, tutto bello, ma adesso si pensa già alla sfida di sabato contro l’Arzignano. Noi giochiamo per vincere, sempre». Mai sazi, dunque, e adesso dopo la Supercoppa e la Coppa Italia, l’obiettivo è lo scudetto. «Noi giochiamo per vincere, anche se sarà durissima confermarsi. Pesaro, Eboli e Napoli saranno avversarsi tostissimi se dovessimo incontrarli nei play off tricolore», racconta colui che nel 1976 ha fondato l’impero Acqua&Sapone, che adesso conta circa 2.400 tra dipendenti e collaboratori. «Ai miei dico sempre che bisogna lavorare bene per arrivare a degli obiettivi. Gli affari e il mondo dello sport sono simili. Se fai bene, raggiungi risultati e vinci trofei. Come abbiamo fatto noi negli ultimi anni», sottolinea “il signor Enio”, come lo chiamano i più stretti collaboratori. «Siamo partiti dalla serie D e sappiamo bene gli sforzi che sono stati fatti. Abbiamo sempre costruito tutto mattoncino dopo mattoncino, senza fare il passo più lungo della gamba. Non abbiamo mai bruciato le tappe e credo che questa sia stata la nostra forza». Prossimo step, il secondo tricolore e di nuovo l’avventura in Champions. «Ci riproveremo, ma prima bisogna battere l’Arzignano in campionato. Io guardo all’Europa, certo, ma il prossimo avversario è un altro e bisogna pensare al presente per arrivare preparati a ciò che ci riserverà il futuro». Parole al miele per il tecnico Tino Perez. «È un grande allenatore e lo ha dimostrato. È un vincente, la carriera parla per lui, ed è bravissimo nella gestione del gruppo. Studia le partite e cuce la squadra in base all’avversario che si trova davanti. Da quando c’è lui nessun giocatore si viene a lamentare in società. È un fenomeno», continua il presidente, che è di nuovo costretto a portare la squadra lontano da Montesilvano. «Sulla questione palazzetto per adesso sto zitto e voglio solo ringraziare Chieti per l’ospitalità al PalaSantaFilomena». E poi sul calcio a 5: «Questo movimento sta crescendo e il merito è del presidente Montemurro. Portare la coppa Italia su Sky è stata una grande mossa. Ben 65mila spettatori hanno seguito la finale da casa, non è cosa da poco. Il futsal sta cambiando e mi auguro che tra qualche tempo la visibiltà cresca sempre più». E prima del calcio a 5, Barbarossa è stato protagonista nel ciclismo. «Abbiamo vinto tanto e avuto grandi campioni, come Mario Cipollini, ma con l’avvento del ProTour questo sport è cambiato, anzi è stato ammazzato il ciclismo italiano. Negli ultimi anni di attività non venivamo più invitati al Giro d’Italia, forse perché non eravamo simpatici a qualcuno, e allora abbiamo deciso di puntare sul futsal».
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