Barlaam senza limiti si prende l’argento e conquista il tris

3 Settembre 2021

Il nuotatore originario di Penne sfiora l’oro nei 100 farfalla: «Sono soddisfatto». Il papà Riccardo: vale come una vittoria 

PENNE. Terza medaglia alle Paralimpiadi di Tokyo per il milanese dal sangue decisamente pennese, Simone Barlaam. Dopo l'oro nei 50 stile libero maschile S9 e l'argento nella staffetta 4x100 stile libero maschile, Barlaam ha conquistato un importantissimo argento nei 100 farfalla maschile S9. Un argento che sa davvero di oro, soprattutto per la contestata classificazione dell’australiano William Martin, ex S10 e riclassificato S9, con una evidente marcia in più su tutti i suoi avversari. L'atleta paralimpico australiano, che poi in vasca si è aggiudicato agevolmente l'oro, non ha infatti una disabilità congenita o un problema di formazione evidente, come gli avversari, ma ha dovuto fare i conti con un ictus che influisce sull’utilizzo degli arti inferiori, che tuttavia possiede integri e funzionali.
Simone, che ha staccato alle sue spalle il russo Alexander Skaliukh, ha chiuso la gara al secondo posto con un brillante 59”43. «Ci ho provato per 60 metri, poi mi sono reso conto che l’australiano fosse imprendibile e l’ho lasciato andare. Diciamo che la sua possibilità di usare le gambe è un’incognita, ci sono cose che non tornano nella sua classificazione, ma penso all’argento che ho vinto che non è affatto male», ha detto a fine gara Simone Barlaam. «Per noi è un argento che vale oro», ha commentato papà Riccardo, pennese doc e noto giornalista del Sole 24 Ore. Anche a Penne, dove Simone ha parenti e amici, l'argento è stato vissuto con trepidazione e commozione.
Per tutta la cittadina vestina Simone è un pennese acquisito a tutti gli effetti. Oltre che nonna Maria, Simone a Penne ha parenti e tanti amici. «È cresciuto a timballo e arrosticini», ricorda spesso suo padre, senza dimenticare che la sua infanzia è stata un vero e proprio calvario. Nato a Milano il 12 luglio 2000 con una coxa vara e una ipoplasia congenita del femore destro, in tenera età Simone Barlaam ha subito diverse operazioni per riuscire a placare i fastidi derivanti da un osso della gamba destra indebolito da un'infezione. Un calvario che, suo malgrado, lo ha reso più forte, unico come ama lui definirsi. La sua gamba destra è più corta di 11 centimetri, ma il suo cuore, la sua grinta e la sua classe in vasca gli hanno permesso in breve tempo di diventare un fenomeno dello sport italiano. Oltre alle 3 medaglie già conquistate a Tokyo, Simone Barlaam vanta anche già 7 titoli mondiali. E le soddisfazioni per lui e per l'Italia potrebbero continuare ad arrivare. Oggi c'è in programma la staffetta farfalla. «Non so ancora se la farò e quando la farò, se in batteria o in finale», ha fatto sapere Simone. Di una cosa a questo punto però siamo certi, quando entrerà in acqua Simone getterà il cuore oltre l'ostacolo per conquistare l'ennesimo titolo di una carriera già strepitosa.
Francesco Bellante