Baroni cambia le gerarchie: Aresti gioca, Fiorillo riposa

L’allenatore e la scelta del portiere: nessun caso, anche Totti va in panchina
PESCARA. La prima di Baroni da vincente. Grazie al successo contro l’Entella l’allenatore del Pescara ha rotto il ghiaccio. Ora è più rilassato, ma non per questo meno battagliero. Vittoria-liberazione? «I risultati positivi sono come le vitamine, riescono a tirarti su in modo miracoloso. È vero, all’inizio c’era un po’ di timore, ma poi ci siamo ripresi. Comunque, la gara di sabato non conta nulla, bisogna preparare al meglio la sfida di Crotone che sarà difficilissima».
Cosa le è piaciuto di più? «L’atteggiamento nel secondo tempo. Sul 2-0 abbiamo continuato a spingere e il terzo gol Maniero è nato da una pressione alta di Politano e Bjarnason che hanno indotto il difensore all’errore. Molti hanno posto l’accento sull’espulsione di Rinaudo che per me non è stata decisiva. In B ci sono stati tanti cartellini rossi, eppure non ho visto risultati eclatanti».
Maniero-Melchiorri, coppia gol della B. Li vedremo insieme?
«Per ora non è una soluzione percorribile, se parliamo di schierarli al centro. Il modulo diventerebbe un 4-2-4, ma non abbiamo gli esterni adatti».
E spostando Melchiorri sulla fascia?
«Ci abbiamo già lavorato. Vedremo, magari in futuro potrà accadere. Melchiorri mi piace molto da punta centrale, ci dà profondità e gioca con furore agonistico. In questo aspetto Maniero deve migliorare, lui ha altre caratteristiche: possiede una buona tecnica, sa smistare il pallone e finalizzare l’azione. Sono due risorse preziose».
C’è il rischio che si crei un dualismo?
«Preferisco l’abbondanza, quando un allenatore ha troppe certezze sull’undici da schierare significa che qualcosa non funziona o che qualcuno non sta dando il massimo. La concorrenza migliora il rendimento della squadra».
Anche tra i portieri c’è una lotta per il posto. Domenica chi sarà il titolare?
«Aresti potrebbe essere confermato, ma non è detto che in futuro la situazione non possa cambiare. Simone si è allenato bene, così ho deciso di gettarlo nella mischia. Non mi sembra un caso unico, nella Roma qualche volta va in panchina anche Totti, oppure Florenzi che è titolare in nazionale».
Però il ruolo del portiere è quasi sacro nel calcio. Non le sembra?
«Lo so, per questo non bisogna fare confusione e non la faremo».
Come ha reagito Fiorillo? «Non era felice per la mia scelta ed è giusto così. Se avessi giocatori contenti per un’esclusione mi arrabbierei. In questi giorni Fiorillo ha avuto un atteggiamento ammirevole lavorando in modo esemplare. Le mie valutazioni hanno una causa, ma non devo spiegarla. Ora sono certo di poter contare su due giocatori».
Dunque, c’è stato un confronto con Fiorillo.
«Sì, il rapporto con i miei calciatori è fondato sulla lealtà e sulla coerenza. Posso sbagliare, ma resto sempre a testa alta. Non mi piace nemmeno il giocatore che accetta passivamente una decisione, ognuno deve ragionare con la sua testa».
Caprari-Pasquato, un’altra competizione…
«Caprari ha grandi potenzialità. Deve soltanto tirarle fuori, può dare molto di più È una sfida che dobbiamo vincere insieme. Anche Pasquato ha grandi mezzi».
Pesoli tornerà dall’inizio? «Vedremo. Sta attraversando un momento delicato, per tirarlo su gli ho raccontato un’esperienza della mia carriera. Nel giro di pochi giorni sbagliai un calcio di rigore decisivo in Coppa Campioni e pochi giorni dopo feci un autogol a San Siro contro l’Inter. Nel calcio capita e non bisogna mai arrendersi».
Proseguirà con il 4-3-3?
«Sì, non vogliamo privarci delle nostre certezze, l’impianto di gioco è ben definito anche se dovrà essere migliorato. Il nostro obiettivo è fare un calcio propositivo».
Giovanni Tontodonati

