Baroni: «La squadra è viva e non temo l’esonero»

L’allenatore del Pescara mastica amaro: «Abbiamo fatto una partita importante L’arbitro? Non cerco alibi. Classifica difficile e con l’Entella sarà vietato sbagliare»
CATANIA. «Abbiamo fatto una partita importante. Potevamo uscire da una situazione difficile e non ci siamo riusciti, ma dobbiamo restare sereni». Marco Baroni non nasconde la delusione per un risultato che penalizza il Pescara. «Non meritavamo la sconfitta per quello che si è visto in campo. Certo, abbiamo anche commesso degli errori, ma troveremo presto le soluzioni: abbiamo valori morali e tecnici per venirne fuori. L’organico è stato completamente rinnovato, molti ragazzi sono arrivati a settembre, dobbiamo lavorare per compattarci, per essere più squadra e per migliorare la condizione dei singoli». Molto schietto l’allenatore del Pescara quando gli si chiede della sua posizione. «Non temo l’esonero: la società ha avuto parole di sostegno in settimana e io non vivo con questo incubo. Conosco le regole del calcio. Mi assumo la responsabilità di tutti e nessuna colpa deve ricadere sui calciatori. Sono soprattutto dispiaciuto per i tifosi che hanno fatto un lungo viaggio a avrebbero meritato la soddisfazione di almeno un punto per questo alla fine siamo andati sotto la curva per applaudirli, perché sono venuti in tantissimi, con sacrifici perché non è facile arrivare da Pescara a Catania». Eppure qualche rammarico il Pescara potrebbe averlo. «Non mi sento di recriminare per qualche decisione dell’arbitro o per il palo che abbiamo colpito al 95’. Non mi interessa aggrapparmi a questi episodi, cercare alibi o piangermi addosso ma penso che chi ha visto la partita avrà notato la nostra prestazione. Il Catania ha preso il palo interno ed ha fatto gol, noi lo abbiamo colpito in pieno. Pasquato è stato molto bravo, ma altrettanto sfortunato. È solo un episodio però e gli episodi fanno parte del gioco del calcio. Abbiamo comunque messo in difficoltà il Catania. La cosa positiva è che, al di là del risultato, la squadra è venuta a Catania, nonostante le difficoltà, con la consapevolezza che sarebbe stata una partita difficile, ma ha fatto il proprio gioco. Ora nel lavoro quotidiano come facciamo già da alcuni giorni con maggiore intensità dobbiamo trovare la determinazione per risollevarci». Ma ora i giocatori vanno recuperati psicologicamente: la classifica, a vederla, è bruttissima. «La nostra posizione in classifica ci penalizza. Ora pensiamo alla prossima con l’Entella che sarà importante nella quale dovremo sbagliare il meno possibile e stiamo lavorando per evitare di andare in difficoltà. Non credo che sia l’ultima spiaggia. La squadra è viva e la prova è che anche a Catania ha saputo esprimersi bene».
Daniele Lo Porto

