Baroni: ma io non cerco vendette

L’ex tornerà all’Adriatico dopo 10 mesi: «Orgoglioso del mio Novara»
PESCARA. Torna all'Adriatico 308 giorni dopo dall'ultima volta. Il 9 maggio 2015 chiuse la sua avventura davanti al pubblico pescarese, con un pareggio, contro il Perugia (2-2). Sette giorni dopo la sconfitta di Varese gli fu fatale e venne esonerato dal club biancazzurro. Marco Baroni torna a Pescara dopo 10 mesi. Ora siede sulla panchina del Novara, squadra del momento, che ha il vento in poppa e ha strappato al Delfino il terzo posto in classifica. Baroni e Pescara, una storia difficile, complicata, mai sfociata in vero amore. Un grande gelo, non solo con la piazza, ma anche con la società. Nella gara d'andata Baroni e Sebastiani non si sono incrociati e, all'epoca, erano i primi di novembre, le parole del presidente biancazzurro non lasciarono nessun dubbio: «Non ci siamo detti nulla e ci siamo evitati con molta cordialità», commentò il patron. Tra i due è sceso il freddo e nemmeno negli spogliatoi del Piola il loro sguardo si è incrociato. «Io non ho nessun problema, ma da quando è andato via non ho ricevuto nessuna chiamata da parte sua», disse Sebastiani, facendo intuire un pizzico di delusione. «Ricordo che io, per difendere il suo operato, mi sono preso anche le bombe carta nel giardino di casa e Baroni lo sa benissimo. Nella vita, però, la riconoscenza non c'è». L'ex tecnico del Delfino a distanza di tempo non nutre rancore e non alimenta nessun tipo di polemica, anche se quella di domani, per lui, non sarà una partita come le altre. «Per me è una partita nella partita? Questa cosa, purtroppo, due volte l'anno viene tirata fuori», fa notare il diretto interessato dal centro sportivo Novarello. «Io non cerco vendette e non ho nemici, ho motivazioni ben più ampie che battere una mia ex squadra». Pacato nei toni, garbato nei modi, Marco Baroni – accostato per la prossima stagione alla panchina del Chievo, come Massimo Oddo – non cade nella trappola ed evita ogni tipo di commento. Il suo Novara va spedito come un treno. Terzo posto in classifica, squadra solida, con la seconda miglior difesa del torneo. «Siamo ambiziosi e vogliamo fare bene contro una squadra forte costruita per vincere, un allenatore che sta facendo molto bene, ed è seguito da alcune squadre di A, e una società importante».
Baroni elogia la sua ex squadra, ma sa bene che non sarà semplice affrontarla. «Hanno il capocannoniere in campo, spesso va in tribuna il capocannoniere dello scorso anno, questo la dice lunga sulle potenzialità del Pescara».
Il Novara è partito un po' in sordina, ma si sta rivelando una grande squadra. «Siamo stati costruiti per salvarci e ci siamo riusciti, ora ci vogliamo togliere delle soddisfazioni. Il fatto di arrivare a giocare una partita così importante, con due punti in più conquistati sul campo rispetto al Pescara, dà la percezione di quanto di buono fatto». All'Adriatico arriverà un gruppo consapevole delle proprie forze, capace di fare scherzetti a domicilio alle big, come è capitato al Cagliari. (l.d.m.)
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