Baroni medita la vendetta dell’ex

9 Marzo 2016

Dall’amore mai sbocciato con la piazza all’esonero del maggio scorso

PESCARA. Solo lui sa cosa prova. E forse non lo dirà mai pubblicamente. Certo è che Marco Baroni non ha mai digerito l'esonero della passata stagione. Gli fu fatale la sconfitta in trasferta a Varese nella penultima giornata di campionato. Era il 16 maggio 2015 quando la società decise di sollevarlo dall'incarico affidando la panchina a Massimo Oddo a novanta minuti dal termine della regular season. La settimana successiva il Pescara vinse con il Livorno arrivando poi ad un passo dalla serie A. Sabato, al timone del suo Novara, Baroni tornerà da avversario all'Adriatico, un luogo dove non ha quasi mai ricevuto segnali di affetto. Un feeling mai nato tra il tecnico fiorentino e la tifoseria biancazzurra soprattutto per questioni di "estetica". Si sapeva che sarebbe stata impresa ardua conquistare l'ambiente pescarese con il calcio pragmatico proposto dall'ex allenatore del Lanciano. In passato, da queste parti, sono stati numerosi i tecnici che si sono scontrati con la predilezione della piazza per un credo offensivo. Ad esempio Carletto Mazzone che ottenne grandi risultati in molte squadre di A e B, ma in riva all'Adriatico dopo tre mesi rassegnò le dimissioni. In quegli anni il fantasma di Giovanni Galeone era sempre in agguato, cosi come quello di Zdenek Zeman per gli allenatori che si sono succeduti alla guida del Delfino dopo l’ultima promozione in serie A. Tuttavia, l'attacco del Pescara di Baroni risultò il più prolifico del torneo, anche se spesso la squadra andava in gol grazie a micidiali ripartenze. In verità venne ingaggiato per risolvere il problema di una difesa che nelle stagioni precedenti aveva incassato valanghe di gol, ma alla fine non riuscì a tamponare l'emorragia e nella sua gestione furono 55 le reti incassate: una cifra comunque considerevole. Al contrario, il suo Novara ha trovato presto un ottimo equilibrio tra la fase offensiva (42 gol fatti) e quella difensiva (seconda migliore retroguardia con 24 reti subìte). I piemontesi arrivano allo scontro diretto nella stessa posizione del Pescara (terzi) con 49 punti. In realtà sul campo ne sono 51, ma il Novara sta scontando la penalizzazione di 2 punti. Nel match di andata Baroni si tolse la soddisfazione di battere i biancazzurri grazie ad un gol di Evacuo. Negli spogliatoi del Silvio Piola il tecnico toscano e Daniele Sebastiani si ignorarono completamente. «Ci siamo evitati con molta cordialità», disse il presidente del Pescara nel post-partita, «con lui non ho nessun problema, ma da quando è andato via non mi ha mai chiamato. Ricordo che per difendere il suo operato mi sono preso anche le bombe carta nel giardino di casa e Baroni lo sa benissimo. Nella vita, però, la riconoscenza non c'è. Baroni è abituato così, quando va via da un posto cancella tutto». Parole durissime alle quali Baroni preferì non replicare. Sabato ci sarà la pace?

Giovanni Tontodonati

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