Baroni: ora il Pescara crede in quello che fa

21 Gennaio 2015

Il tecnico: «Bene a Trapani, ma non voglio cali di tensione»

PESCARA. Zona play off centrata, ma guai a parlare di promozione. I quindici punti in sette partite, però, non sono da sottovalutare. Il Pescara, nel giro di due mesi, dalle pericolose sabbie mobili della zona retrocessione è finito ottavo, a sei punti dalla seconda piazza, occupata dal Bologna, che vale la promozione diretta in serie A. Marco Baroni se la gode, strizza l’occhio al mercato ma preferisce respingere i complimenti. «La classifica è corta. La serie B è una categoria difficilissima. Noi siamo stati in difficoltà e so che cosa significa; può essere un fattore positivo, ma si è sempre in bilico», dice l’allenatore dei biancazzurri. «Adesso dobbiamo dare continuità. Serie A? Manteniamo la calma, questo è un torneo lungo e difficile. A Trapani siamo andati alla grande, ma guai ad abbassare la guardia. Ben venga l’entusiasmo, tuttavia voglio un Pescara sempre concentrato e non è un caso se domenica mattina ho fatto sostenere una seduta d’allenamento. Ho voluto fare un po’ da pompiere, visto che il troppo entusiasmo potrebbe essere controproducente».

Che cosa è cambiato rispetto a due mesi fa? «La squadra crede in quello che fa e anche il sistema di gioco ha aiutato tantissimo». Partito Maniero, Baroni è stato abile a rilanciare Pasquato, nonostante tra i due ci siano stati attimi di tensione durante la stagione, specie dopo la gara di Vercelli, quando l’attaccante non accettò di buon grado alcune decisioni del tecnico. «Sono felice per lui», dice Baroni. «Con Cristian c’è sempre stato un gran bel rapporto. Non sono permaloso, ma voglio lealtà da parte del gruppo. Se uno sbaglia cerco sempre di rimetterlo in carreggiata e con Pasquato non ho mai avuto problemi».

Uno sguardo al mercato, forse più di uno, Marco Baroni lo sta dando: «Qualcosa dobbiamo fare». E l’allenatore chiarisce quella frase nel dopo gara di Trapani: «Il mercato? La società deve ascoltarmi».

«Questo è un momento delicato, non dobbiamo farci prendere dall’ansia e dobbiamo muoverci e scegliere nella maniera giusta. Non dobbiamo assolutamente sbagliare, non possiamo permettercelo. Con la società non c’è nessun problema». È arrivato il terzino Andrea Rossi, tra poco sbarcherà in Abruzzo il difensore Fornasier della Sampdoria e si aspetta il colpo in attacco. «Rossi l’ho chiesto io perché è pronto, non ha bisogno di entrare in condizione, conosce l’ambiente, il gruppo e credo che ci possa dare una grande mano già da sabato. Per quanto riguarda l’arrivo di un attaccante ho detto alla società di aspettare a muoverci. Fornasier? È un giocatore adatto a noi». E conferma il nome del baby Rosseti dell’Atalanta. «Si, Rosseti mi piace e ho fatto io il nome alla società, ma bisogna valutarlo perché è reduce da un brutto infortunio. Il nostro è un attacco molto tecnico, servirebbe una punta con altre caratteristiche ma dobbiamo cercarla con calma. Ripeto non possiamo e non dobbiamo fare errori. Abbiamo venti partite, non possiamo prendere un ragazzo che non è pronto, ho bisogno di qualcuno che sia già in condizione, non possiamo aspettare due mesi per vedere qualcosa». E chiude su Reyes, il cileno del Betis Siviglia: «Ho visto qualche filmato, ma gli stranieri hanno bisogno di ambientarsi...». Avviso alla società?

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