Baroni: Pescara, diamoci una svegliata

15 Aprile 2015

Il tecnico e l’esonero sventato: «Mai avuto paura di perdere la panchina. Sabato cambierò qualcosa in formazione»

PESCARA. Non è stato un bel week end per Marco Baroni. La sconfitta di Frosinone e l’attesa snervante di notizie sul suo futuro lo hanno reso particolarmente movimentato. Alla fine la dirigenza gli ha ribadito la fiducia, anche se l’allenatore del Pescara riferisce di non essersi mai sentito in pericolo. «Voi avete parlato di possibile esonero», attacca Baroni, «a me non risulta. Dopo la partita ho parlato con Giorgio Repetto e ci siamo dati appuntamento alla mattina successiva per fare un’analisi. Se una società vuole mandare via un allenatore non lo chiama per vedersi nemmeno per un caffè. Non ho avuto sentore che potessi perdere il posto e le parole del presidente sono state chiarissime. La società mi ha dimostrato fiducia anche nei momenti in cui c’erano le condizioni per dubitare del mio operato. Ad esempio nei primi due mesi di campionato, ma ora la classifica è diversa perché abbiamo reagito in modo positivo». In ogni caso, nella sua esperienza sulla panchina del Pescara, Baroni ha dimostrato di avere capacità di resistenza alle critiche che sono state abbastanza feroci. D’altronde la piazza è famosa per essere esigente, calda e passionale. «Conosco le difficoltà che si possono incontrare lavorando in una città come Pescara. Mi sono documentato prima di firmare, non entro mai in casa degli altri senza raccogliere informazioni. Qui bisogna avere la forza per affrontare situazioni del genere, però a volte le soluzioni non sono scritte sulla lavagna, nel calcio esistono delle dinamiche imprevedibili. Ad esempio, il secondo gol preso a Frosinone a causa di un’ingenuità dopo pochi minuti della ripresa. Siamo tutti sotto esame e dobbiamo darci tutti una svegliata, io per primo». E ieri sera Baroni, la squadra e i dirigenti sono stati a cena insieme con l’intento di cementare il gruppo in vista del finale di stagione.

Il tecnico fiorentino ha una visione chiara sulle tappe fondamentali che hanno caratterizzato la stagione. «Non voglio fare del vittimismo per quello che viene scritto o detto. Penso soltanto a motivare i miei calciatori, anche se spesso si dimentica da dove veniamo: squadra e tecnico nuovi, tanti infortuni e un avvio problematico. Tuttavia, tra le squadre che sono partite male solo noi e il Latina siamo riusciti a risalire. Dopo i primi due mesi di campionato nessuno poteva immaginare di trovarci qui. Viviamo la fase cruciale del torneo, ma nulla è perduto. Penso all’Avellino che ha perso quattro volte nelle ultime cinque partite. Ecco perché non bisogna mollare, un allenatore deve essere sempre in grado di fronteggiare le difficoltà senza perdere l’equilibrio». Per invertire la tendenza negativa (2 punti in 4 gare) è necessario arginare l’emorragia in difesa. Il Pescara ha ripreso ad incassare reti con regolarità: ora sono 48 quelle subìte. «Due settimane fa abbiamo incontrato il Brescia per una gara da salto di qualità. Invece, siamo stati battuti e sono convinto che quel passo falso abbia lasciato qualche scoria nelle menti dei calciatori. Da quella gara sono passati quindici giorni, ma il giudizio sul nostro lavoro è cambiato in modo radicale. Tutto questo fa parte del mondo del calcio, anche la Fiorentina era considerata la squadra più in forma d’Italia prima dell’eliminazione in coppa ad opera della Juventus».

Occorre rimettere a posto i cocci. Bisogna farlo in fretta perché le giornate a disposizione per rientrare in zona play off sono sempre di meno. «Dobbiamo fare il possibile e l’impossibile per dare un senso a questa stagione. A Frosinone abbiamo commesso qualche errore, ma per voltare pagina bisogna recuperare la serenità e la determinazione. L’aspetto mentale è fondamentale». Sabato all’Adriatico arriva il Modena e Baroni opererà qualche variazione. «Cambieremo certamente alcuni interpreti, non solo a causa delle squalifiche. Voglio tutti “accesi” e vi assicuro che sarò attento nei riguardi di chi sarà pronto per dare una mano alla squadra».

Giovanni Tontodonati

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