Baroni: «Pescara, sei autolesionista»

A fine partita lungo faccia a faccia tra allenatore e società
PESCARA. Il vantaggio (doppio), il calo, la superiorità numerica, un gol in fuorigioco (forse due), il pari, la beffa, i fischi. Diciamo che il Pescara ieri pomeriggio non si è fatto mancare nulla. Doppio vantaggio e pari finale. Al 90’ i fischi sono tanti, davvero tanti, verso la squadra e il suo allenatore. «I fischi li capisco», dice con un filo di voce Marco Baroni in sala stampa. Il Pescara ha buttato all’aria l’ennesima possibilità di mettere dentro punti pesanti per avere la certezza dei play off.
«Purtroppo ci piace farci del male da soli», sottile ironia quella di Baroni, ma pura verità. «La delusione è tanta, mi dispiace per il risultato. Non bisogna fasciarsi la testa, ma dobbiamo dare qualcosa in più. Non riusciamo purtroppo a capire i momenti della gara, abbiamo preso gol su palla inattiva. Ci voleva attenzione e determinazione. Dovevamo trovare meglio la profondità, avevamo provato le giocate dalle quali sono scaturite le espulsioni. Dopo il 2-0 abbiamo commesso errori di determinazione, non c'è un altro motivo».
Baroni parla così dopo l’assurdo pareggio con il Perugia. «L’atteggiamento mentale è sbagliato, bisogna avere più fame in campo, specie negli ultimi 20 metri». Poi un passaggio sul discutibile arbitraggio. «Non voglio commentare gli episodi, sono lì, visibili, e ognuno li giudica come meglio crede. Il secondo gol era in fuorigioco e l’immagine è limpida». Recriminazioni a parte, il Pescara deve solo mangiarsi le mani per quanto combinato ieri pomeriggio, come gli ennesimi gol subiti su palla inattiva. «Purtroppo quella delle palle inattive è una ferita che mi porto dentro. In quei casi non sono ammesse distrazioni. Dobbiamo capire che in certe situazioni dobbiamo essere più famelici nel contrastare gli avversari».
Ora testa al Varese, dove la vittoria non è così scontata. «Dobbiamo vincere assolutamente, perché poi lo scontro diretto con il Livorno sarà decisivo». Chiude Baroni, che lascia la sala stampa per raggiungere lo stato maggiore della società. Un faccia a faccia di quasi mezz’ora tra l’allenatore, il presidente Sebastiani e il ds Repetto. Mentre, poco prima, l’ad Iannascoli aveva lasciato l’Adriatico abbastanza contrariato. A tratti si era pensato anche all’esonero di Baroni, ma l’ipotesi non è mai stata presa in considerazione.
«Abbiamo perso punti, ma non solo per colpa nostra». Il presidente Daniele Sebastiani lascia lo stadio alle 18.10, a bordo della sua Smart.
Scuro in volto e polemico verso l’arbitraggio. «I gol del Perugia, specie il secondo, erano irregolari. Questa cosa dispiace». Anche Sebastiani la pensa come Baroni: «Dobbiamo avere più attenzione durante la partita. Bisogna essere più concentrati. Ora dobbiamo vincere a Varese se davvero meritiamo i play off. I fischi? In generale non li capisco, la squadra deve sempre avere il supporto del pubblico». Gode il tecnico del Perugia Andrea Camplone, pescarese doc. «La squadra ha fatto un secondo tempo strepitoso. Non era facile in inferiorità numerica. Sembravano noi con l'uomo in più e non il Pescara. Nel calcio c'è bisogno di coraggio, se ce l'hai vieni ripagato. Nonostante i 2 gol di svantaggio siamo rimasti compatti e abbiamo raggiungo il pari. Il Pescara? È una squadra dalle grandissime potenzialità, ma sembra che giochi con il freno a mano tirato, mentre a questa punto della stagione bisognerebbe sciogliere le briglie». Il messaggio a qualcuno sarà arrivato?
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