Baroni sale sui pedali: pronti per la volata

Biancazzurri a caccia della serie A, ma il tecnico cerca di tenere a bada l’entusiasmo: «Alle parole preferisco i fatti»
PESCARA. In panchina è difficile contenerlo, davanti ai microfoni gioca in difesa. Urla, si sbraccia, corre su e giù all’interno dell’area tecnica durante le partite. Dal beniteziano “Ci può stare”, per passare poi al “rimaniamo accessi, il mio obiettivo non lo dico, il campionato è lungo e difficile, non guardo la classifica”. Sono solo alcune delle frasi che spesso l’allenatore del Pescara Marco Baroni “regala” ai giornalisti.
I biancazzurri sono la squadra più in forma del campionato. La serie A, inutile nasconderlo, è nel mirino, ma Baroni non si sbilancia. Numeri da urlo quelli delle ultime settimane. Media punti importante, miglior attacco del campionato, secondo posto a -6 e la capolista Carpi è stata appena schiantata. «Quella di sabato è stata una grande vittoria, specie per l’autostima, ma la strada è ancora lunga». Play off, serie A, secondo posto. Baroni non pronuncia mai queste tre parole, ma, a domanda precisa sul finale di campionato, dice: «Le ultime 10 partite del campionato servono per capire chi ha lavorato meglio. Promozione? Io credo che siamo pronti per fare la volata finale».
Il Pescara dunque, sta per entrare nell’ultimo chilometro. «Dobbiamo essere concentrati e non dobbiamo farci prendere dall’ entusiasmo. Siamo migliorati ma non bisogna concentrarci su questo aspetto e non dobbiamo abbassare la guardia. Lavoriamo duro».
Il Pescara, per molti, è favorito. «Non ascolto nulla, penso solo al campo e preferisco ragionare di gara in gara. Tutto il resto è aria fritta. Non penso alla serie A, il mio pensiero è rivolto solo alla prossima gara con il Bari. Non è scaramanzia. Dipende tutto da noi. Il mio obiettivo è disputare una gran partita venerdì, contro una squadra di indubbio spessore, uscita notevolmente rafforzata dal mercato di gennaio». Baroni mantiene un basso profilo, ma avverte: «Con la squadra non sono così. Loro sanno quello che voglio e dove possiamo arrivare. Se continuiamo ad avere questo tipo di atteggiamento dentro e fuori dal campo poi le risposte arrivano da sole. Alle parole preferisco i fatti, quindi, giù la testa e lavorare. La squadra sa che in questa ultima parte del campionato è tutto nelle nostre mani. Lavoriamo con il fuoco dentro». Il Delfino è cresciuto, specie nelle ultime gare. «Si, è vero. Siamo cresciuti nell’ atteggiamento. Siamo diventati squadra proprio attraverso l’ unione togliendo le individualità mettendoci a servizio di tutti. La cosa più difficile è far restare tutti concentrati, umili e al 100%».
Quindi, nessun calcolo? «Sono abituato a non guardarmi indietro», sottolinea l’allenatore. «Non dobbiamo sentirci bravi, ma dobbiamo avere ancora fame». La caccia è aperta, ma contro il Bari mancheranno delle armi importanti. Gessa e, soprattutto, Politano e Zampano sono squalificati. «Non è un problema. I sostituti saranno all’altezza», che dovrebbero essere Pucino al posto di Zampano e Pasquato al posto di Politano. Ed ecco che si tira ancora in ballo Rafà Benitez: «Si, ci può stare». E poi una battuta proprio su Pasquato, che si è divorato un gol clamoroso nella trasferta di Carpi. «Può succedere. A Cristian non rimprovero nulla, ma in quell’occasione forse era già con la testa alla fase dei festeggiamenti, invece di buttarla dentro. Memushaj e Brugman? Possono coesistere e si è visto a Carpi. Con loro due in campo siamo più pericolosi».
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