Baroni: se non danno un rigore così...

21 Marzo 2015

Per la prima volta il tecnico del Pescara recrimina sull’arbitraggio: il fallo su Melchiorri poteva dare la svolta alla partita

PESCARA. «Una partita così si sblocca solo con un episodio, una giocata. Quella del rigore su Melchiorri poteva essere la nostra occasione ma se non danno il rigore per un'entrata così...».

Per una volta Marco Baroni inizia la disanima del match con una recriminazione su una decisione arbitrale.

Il mancato rigore su Federico Melchiorri nella ripresa per il tecnico pescarese è l'episodio che ha deciso Pescara-Bari.

Nel senso che non ha coinsentito ai biancazzurri di raccogliere quello che, faticando molto, stavano seminando.

«Se era Rigore? Non lo so io, Contini è arrivato a 200 all'ora, avrà anche cercato la palla ma ha preso solo le gambe di Melchiorri, che non mi risulta abbia precedenti da simulatore». Episodio a parte, una partita complicata, sotto ogni punto di vista, tant'è che di tiri in porta quasi non si può parlare. «Vero, una partita molto difficile sul piano tattico. L'abbiamo affrontata come si doveva, con aggressività e tenendo il ritmo alto. Sapevamo che se avessimo abbassato un po' la pressione il Bari ci avrebbe fatto soffrire con il suo palleggio e la sua organizzazione. Credo che alla resa dei conti la squadra abbia offerto una buona prestazione, specie in considerazione delle assenze e di qualche problema fisico accusato in settimana».

Baroni non fa i nomi ma cita esplicitamente la fascia destra come area di sofferenza maggiore.

«Ci mancava l'intera catena di destra», sottolinea il tecnico biancazzurro, «in più avevamo Marco (Sansovini) reduce da influenza. I ragazzi che hanno giocatoro hanno dato il massimo però oggettivamente gli automatismi ne hanno risentito». Resta il fatto che vedere il taccuino delle occasioni da rete praticamente vuoto, anche se i singoli non hanno demeritato, fa una certa impressione.

«Se proprio dovete mettere un'insufficienza», reagisce con un filo di stizza Baroni, «allora mettetela a me. Però non si può dire che non ci proviamo, fino a prova contrraria siamo il migliore attacco del campionato».

«Anche in questa circostanza», ci tiene a precisare l’allenatore, «credo che abbiamo fatto di tutto per andare in porta, ci è mancata la stoccata vincente ma se non ci siamo riusciti è perché la partita si è messa in un certo modo, per cui senza un episodio, come poteva essere il rigore, sbloccarla non era affatto facile».

Oltre ai problemi sulla corsia destra, s'è vista anche qualche difficoltà nel gestire la palla a metà campo. «Abbiamo cercato di creare il nostro gioco ma ci sta che qualche ragazzo non sia sempre al massimo, non scordiamoci che gente come Brugman viene da 8 mesi di fermo per infortunio, riacquisire la giusta continuità non è facile».

«Quanto al gioco», prosegue l’allenatore del Pescara, «abbiamo provato a cambiare mettendoci col 4-3-3 ma siamo spesso ricaduti nella frenesia delle giocate. Peccato, però la squadra non mi è affatto dispiaciuta. Il pari ci sta un po' stretto, ma lo accettiamo».

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