Baroni torna a respirare: «È la vittoria del gruppo»

Il tecnico scaccia lo spettro del licenziamento: «So bene che l’esonero fa parte del gioco, ma ero tranquillo anche prima. Felice per l’abbraccio della squadra»
BRESCIA. Un po’ filosofo, un po’ fatalista. Il tutto dopo una settimana carica di tensione e di ultimatum più o meno velati. Poteva essere l’ultima gara con il Pescara per Marco Baroni, è diventata un concentrato di emozioni, un match fatto di una rimonta gagliarda e condito da abbracci che valgono più di mille parole. Il tecnico di Firenze, dopo aver dialogato a lungo con il presidente Sebastiani, si presenta in sala stampa con la faccia stravolta. Ma non ditegli che la squadra l’ha fatto solo per lui… «Sono semplicemente soddisfatto per i ragazzi e non per me, perché io non vado in campo. Hanno fatto tutto i ragazzi. E poi non ho più l’età per vivere questa professione con la paura, lo spettro dell’esonero. So che fa parte del gioco, ma io ero tranquillo». Ci sarà da crederci? La risposta magari non la sapremo mai, ma una, di risposta, è arrivata: «Ed è la squadra che l’ha data a se stessa. Anche se nelle ultime due gare si era già visto qualcosa, nonostante i risultati non arrivassero. Purtroppo viviamo in un calcio dove spesso si vuole tutto subito. Ma a volte ci si dimentica che siamo ripartiti da zero e stiamo ricostruendo un gruppo. E si fanno finta di non vedere altre difficoltà, come il fatto che prepareremo la prossima partita senza 6-7 giocatori impegnati con le Nazionali. Così non è facile, ma i ragazzi sono stati bravi». Sulla partita dice: «Eravamo in svantaggio immeritatamente, ma siamo stati in campo con equilibrio anche nel primo tempo. Poi nella ripresa abbiamo avuto la personalità, la veemenza e la convinzione per andare a prenderci il risultato. Il 4-4-2 iniziale? Abbiamo la fortuna di avere un giocatore come Memushaj che ci apre tante soluzioni. Resta il fatto che abbiamo fatto una partita importante, così come è stato contro lo Spezia: anche nella scorsa partita, se c’era una squadra che meritava di vincere era la nostra». La forza del gruppo s’è vista con l’abbraccio a Baroni dopo il gol di Maniero ed al fischio finale: «Mi ha fatto piacere, ma non ne avevo bisogno. So che i ragazzi lavorano in maniera seria. Non per me, ma per costruire qualcosa insieme a me. E non è questione di ruota che gira: la fortuna dobbiamo essere noi a cercarla».
Sul fronte opposto mastica amaro il giuliese Ivo Iaconi, ex di turno: «È una sconfitta più che meritata. Siamo partiti male e secondo me dopo il vantaggio abbiamo fatto anche peggio. Abbiamo regalato la vittoria ad una squadra che ha fatto poco come noi, ma che ha saputo soffrire maggiormente». (f.t.)

