Baroni è appeso a un filo Il Pescara passa a Oddo?
Oggi summit decisivo per il tecnico dopo il ko di Frosinone (il secondo di fila)
INVIATO A FROSINONE. Le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano per il tempo restante. Quella appena trascorsa è stata la notte del silenzio e delle riflessioni. Il Pescara è andato di nuovo al tappeto, il secondo ko consecutivo, dopo quello col Brescia. Il Delfino è andato giù anche al Matusa. Ha vinto (con merito) il Frosinone e stavolta l’esonero di Marco Baroni sembra davvero alle porte. Il 2-1 in Ciociaria ha certificato la crisi dei biancazzurri, che non vincono da quasi un mese (14 marzo) e nelle ultime 4 gare hanno raccolto solo 2 punti. La zona play off, grazie anche alle battuta d’arresto dello Spezia, è sempre lì, a due punti, ma l’involuzione del Pescara fa paura.
Al Matusa si è vista una squadra pigra, svuotata, a tratti irritante, capace di tirare fuori un pizzico d’orgoglio solo negli ultimi 20’. La dirigenza è su tutte le furie e oggi potrebbe dare il benservito a Marco Baroni. Dopo pranzo ci sarà un vertice societario e successivamente una riunione con l’allenatore. Fino a ieri sera era caldo, caldissimo, il nome di Massimo Oddo, il tecnico della Primavera.
I dirigenti si sono concessi una notte di riflessione per diversi motivi. Allo stato maggiore del Pescara non è andato giù il ko di Frosinone e per questo motivo ieri sera il ds Peppino Pavone, in missione a Pordenone, è stato allertato e nella notte è rientrato a Pescara. In tarda mattinata, il presidente Sebastiani, l’ad Iannascoli, il dg Repetto e il ds Pavone si incontreranno per valutare la posizione di Baroni. Nella stanza dei bottoni dovrebbe passare la linea dura con l’esonero di Baroni e la promozione di Oddo, ma non tutte le anime del club sono d’accordo. Ecco perché oggi servirà un’analisi profonda. A otto gare dalla fine, e con la zona play off ancora alla portata, potrebbe essere pericoloso cambiare guida, ma è pur vero che le ultime gare dei biancazzurri hanno minato la panchina di Baroni e l’involuzione di alcuni giocatori è preoccupante. Questa società, in questi anni, ha regalato diversi colpi di scena, quindi meglio non azzardare sentenze. Un fatto è certo: al presidente Sebastiani, che ha sempre difeso Marco Baroni, ieri non è andata giù la battuta d’arresto. Forse la notte ha portato consiglio e oggi durante il summit il presidente insieme all’ad Iannascoli potrebbe cambiare idea, ma sta di fatto che ieri era abbastanza deciso. Sarà importante anche il faccia a faccia che ci sarà nel pomeriggio con l’allenatore. La società vuole guardarlo negli occhi e capire se davvero la squadra è viva ed è dalla parte del tecnico. Massimo Oddo nel frattempo aspetta comunicazioni e comincia a pregustare il grande salto.
Passando alla gara, il Pescara è rimasto in balìa del Frosinone per 70’. Da segnalare che i biancazzurri hanno giocato con le maglie d’allenamento, con i numeri stampati sulle divise dai magazzinieri del Frosinone un quarto d’ora prima della gara (iniziata con 10’ di ritardo). Il motivo? Le divise di Sansovini e soci sono troppo simili e quelle indossate dal Frosinone, impossibile iniziare così la gara secondo l’arbitro. Ed ecco la soluzione: pantaloncini verdi, maglia blu e numeri dietro la schiena stampati in fretta e furia negli spogliatoi. Il tutto in uno stadio quasi deserto per via della squalifica delle tribune. Il Pescara al pronti via ha subito rischiato di prendere gol, ha reclamato un rigore al quarto d’ora per un fallo di mano di Frara e al 40’ è andato sotto,con Gucher che salta in sequenza Bjarnason, Memushaj e Zuparic e trafigge Fiorillo . Apertura di ripresa con il “suicidio” di Fornasier che commette un fallo di mano ingenuo che porta al raddoppio dei ciocari, con Lupoli che realizza dal dischetto. Il Pescara è sempre più in difficoltà. Politano colpisce il palo, al 26’, e poi trova il gol al 29’da calcio di punizione, quando batte Zappino con un mancino imprendibile. Da qui in poi il Pescara comincia la sua partita, ma è troppo tardi. Il forcing finale non serve a nulla. Buio e titoli di coda, forse anche per Baroni.
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