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ROSETO. Sfuma il quarto posto finale per la Mec Energy Roseto, che viene battuta in casa da Trieste, sua bestia nera, e conquista il quinto posto finale. Un match in cui si sono visti degli Squali...
ROSETO. Sfuma il quarto posto finale per la Mec Energy Roseto, che viene battuta in casa da Trieste, sua bestia nera, e conquista il quinto posto finale. Un match in cui si sono visti degli Squali inefficaci in campo, soprattutto i due americani che avevano abituato a ben altre prestazioni. Roseto ha creduto di poter fare un solo boccone dei triestini, ma è andata subito in difficoltà, incapace poi di reagire.
Gli ospiti sono stati bravi a mettere sul parquet una difesa consistente, vero marchio di fabbrica per un team giovane e dalle grandi energie che nel primo quarto già dà l’idea di poter passare anche al PalaMaggetti. Purtroppo i rosetani pagano subito caro le ben 6 palle perse, e un Weaver spaesato come mai. Per gli Sharks un primo quarto tutto a rincorrere, insomma, che si chiude sul 24-29.
Anche nei secondi 10 minuti gli Sharks continuano ad annaspare, Marini e Weaver vanno in panchina dopo il loro terzo fallo, i biancazzurri sono nervosi in campo, evidentemente non pensavano di andare incontro a queste difficoltà, e questo si traduce in un black-out in attacco: al 15’ è 28-37, con Landi che sale di colpi, 10 punti in 7 minuti per lui. Il match si fa nervoso, gli arbitri prima concedono alle difese di fare il lavoro duro, ma poi sanzionano alcuni lievi contatti, cosa che manda in tilt i due team che si beccano ben tre antisportivi in tre minuti: ci vuole tutto il coraggio di Borra, Ferraro e Allen per chiudere il quarto ancora dietro, ma almeno attaccati nel punteggio, per rimanere in partita. Si va all’intervallo sul 42-48, con la sensazione che questo nervosismo dovuto alla fisicità del gioco proseguirà.
Il primo canestro del secondo tempo arriva solo al 23’, grazie a Pecile, che ne infila 7 di fila. Gli Sharks invece sembrano andar addirittura peggio, dando l’impressione di non essere in grado di cambiar marcia. Al 27’, sul 49-61, Trullo chiama time out per dare nuova energia ai suoi, mossa vanificata dai tifosi che riempiono di fumo la loro curva, costringendo gli arbitri a una sospensione. Quando si ricomincia, se prima pioveva, poi diluviava: Pipitone, Bossi e Pecile confezionano il +20 per gli ospiti al 29’, 49-69 sul tabellone, e mai come in questo momento il match sembra definitivamente segnato: Allen ha 18 punti, ma con 8 su 18 al tiro, Weaver non cava nulla dal suo talento senza metterci un po’ di mordente, e anche Marini, di solito sesto uomo di lusso, è fino a quel punto fermo a zero punti. Ci vuole una scossa per tentare il tutto per tutto negli ultimi 10 minuti, e Roseto effettivamente ci prova. Grazie a un super Marulli risale al -9 (64-73 al 32’), ma Trieste trova 6 punti in un minuto di Canavesi e poi due triple di Badasso che spezzano le gambe ai padroni di casa. Trieste è bravissima a rispondere colpo su colpo, e gli Sharks ricominciano a imballarsi in attacco. Finisce 88-99, mentre Imola passa a Matera, come ampiamente previsto, prendendosi la quarta posizione ai danni degli Sharks. La speranza è che in questa serata i padroni di casa si siano almeno convinti che da qui in avanti ci vorrà un bel bagno d’umiltà, e ben altra testa, per andare a giocare i play off. Ad attendere i rosetani è già pronta Ferentino, che avrà il vantaggio del fattore campo.
Marco Rapone
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