Basket, ecco i gironi di serie A2 e B

7 Agosto 2020

Chieti nel raggruppamento B. In cadetteria Roseto, Teramo e Giulianova insieme

ROSETO. Nel giorno della nascita ufficiale del Consorzio Le Quote che a stretto giro avrà la piena proprietà della Pallacanestro Roseto, si è tenuto pure il Consiglio Federale FIP che ha ratificato integralmente le proposte pervenute da Lega Nazionale Pallacanestro per la formazione dei gironi del campionato di serie A2 e B. In A2 il Chieti è stato inserito nel girone B a 13 squadre anziché 14 per l’esclusione di Caserta insieme a Pistoia, Ferrara, Forlì, Cento (ripescata), Ravenna, San Severo, Latina, Rieti, Eurobasket e Stella Azzurra Roma, Napoli e Scafati.
In serie B invece, le tre abruzzesi Giulianova Roseto e Teramo sono state inserite nel girone C insieme alle 5 del Veneto (Virtus e Unione Padova, San Vendemiano, Mestre, Vicenza), le 2 del Friuli (Monfalcone e Cividale), ed alle 6 delle Marche (Senigallia, Fabriano, Jesi, Montegranaro, Civitanova ed Ancona). I campionati di A2 e B inizieranno il 15 novembre, anticipati dalla Supercoppa che prenderà il via l’11 ottobre. Se per il girone di A2 in fondo non ci sono state particolari sorprese a livello geografico, il girone C di serie B è molto diverso rispetto a quello della passata stagione: mancano le emiliane romagnole, e non è difficile capire come questo si tramuterà in un ulteriore aggravio di costi per le tre abruzzesi. In attesa che la richiesta del credito d’imposta per le sponsorizzazioni sportive venga recepita dal Governo, ed aspettando che i competenti ministri diano almeno un parziale via libera al ritorno dei tifosi nei palazzetti, sulla composizione del girone C ha detto la sua il coach della Pallacanestro Roseto Tony Trullo: «Rispetto alla stagione passata ritengo che il livello medio sarà più alto, e che il nostro girone resti comunque il più tosto di tutti: hanno sì tolto squadre forti come Rimini e Cesena, inserendo però l’ambiziosa Cividale di coach Pillastrini. Ecco perché prevedo trasferte su campi mediamente meno abbordabili: scherzando, direi che se anziché saltare la Romagna ci avessero evitato le squadre marchigiane, forse sarei stato più contento. In ogni modo l’esperienza mi dice che l’importante è che si ricominci a giocare». Le palestre però ad oggi restano chiuse: «È un bel casino perché gli incassi fanno quadrare i budget, mi sembra chiaro che a porte chiuse non si giocherà». Dopo uno stop così lungo riprendere gli allenamenti sarà complicato: «A fine agosto dovremo per forza iniziare con la preparazione, serviranno almeno sei settimane per evitare il più possibile certi infortuni: la Coppa verrà quindi usata come una sorta di lungo precampionato».
Marco Rapone
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