Basket, Fontecchio è decisivo nel Bologna

Serie A, l’abruzzese figlio d’arte a 19 anni centra il canestro che consente alla Virtus di vincere a Pistoia
PESCARA. L’uomo della settimana del basket italiano è in realtà ancora un ragazzo, classe 1995, ala di due metri, e soprattutto abruzzese: Simone Fontecchio. Già nazionale under 16, 18 e 20, Fontecchio, che gioca in serie A con la Virtus Bologna, domenica ha avuto il merito di segnare all’ultimo secondo il canestro della vittoria, in trasferta contro la forte Pistoia di coach Paolo Moretti. Simone, proviene da una famiglia di sportivi: il nonno, Vittorio Pomilio, è stato negli anni sessanta un forte giocatore di basket; la mamma Malì è stata una campionessa di basket, scudettata a Vicenza, dove ha vinto anche un paio di titoli europei; il fratello più grande Luca, gioca in A2 Silver ad Omegna; infine il padre Daniele, l’unico che non ha giocato a pallacanestro, ma che ha in bacheca un titolo di campione Italiano dei 110 ostacoli. Insomma, un pedigree di tutto rispetto per un giocatore che negli anni scorsi poteva addirittura trasferirsi in America per andare a giocare nei Collage, ma che poi decise di rimanere in Italia; l’America in realtà ha poi avuto occasione di toccarla in qualche modo, quando nel 2011 fu l’unico italiano invitato a partecipare allo “Jordan Classic” di Londra. Prodotto del vivaio Virtus, Fontecchio ha fatto il suo esordio in serie A nel 2012 a soli diciassette anni, e quest’anno è partito forte, lo dicono i numeri: nelle prime cinque gare, gira a quasi 10 punti di media, tirando col 50% da due punti, col 35% da tre, ed aggiungendo 3 rimbalzi, una stoppata e 2 assist per gara. Partito sempre in quintetto base, coach Valli lo sta facendo giocare parecchio, intorno ai 25-30 minuti per gara, a riprova della fiducia che ripone nel giocatore. Le prime due gare dell’anno, contro Sassari e Capo d’Orlando sono stati due squilli di tromba per lui, segnando molto (il suo massimo sono i 14 punti contro i siciliani) e tirando con il 60% da due, e quasi il 50% da tre punti. Diventato ovviamente un sorvegliato speciale delle difese, ha saputo poi rimanere su buoni livelli realizzativi, dimostrando concretezza in campo, cosa che in un team giovane come quello bolognese, fa la differenza. Insomma, un avvio niente male per il giovane abruzzese, che sta risvegliando interesse tra gli addetti ai lavori: del resto il basket è fatto anche di statistiche, che forse non conterranno la verità assoluta, ma spesso regalano un’indicazione precisa.
Marco Rapone

