Basket in carrozzina, l’Amicacci dopo la Coppa Italia sogna lo scudetto

Il coach Di Giusto prima della festa di gala con i tifosi: «Siamo forti e abbiamo tutto per puntare in alto»
GIULIANOVA. Regna un bel clima in casa Deco Amicacci Abruzzo dopo aver conquistato la prima Coppa Italia della sua storia, terzo trofeo dopo l’accoppiata Scudetto e Supercoppa del 2023. Un punto di arrivo solo intermedio, secondo il coach Carlo Di Giusto, nel percorso iniziato 4 anni fa insieme al duo al comando del club: Edi D’Angelo e Peppino Marchionni. Risuonano ancora nelle orecchie le parole di Marchionni quando convinse il coach a scegliere Giulianova: «Vieni perché dopo tanti anni ci piacerebbe vincere qualcosa». Una promessa più che mantenuta dal coach romano, ma di origini abruzzesi, che con questo trofeo arriva a 50 successi tra squadre di club e nazionale italiana, sia da giocatore che da allenatore. Quando glielo si fa notare, Di Giusto, fedele al suo carattere guascone, sorride alla domanda sul più bello: «Impossibile scegliere, sono stati tutti traguardi importanti, belli e difficili. Ma vincere a quasi 71 anni significa che vivo questo mondo con grande passione, soprattutto da quando sono a Giulianova nella famiglia Amicacci». L’occasione per l’incontro col gruppo squadra è un pranzo insieme, prima della festa di gala di ieri sera con tifosi e sponsor. Tra scherzi e sorrisi il capitano Gabriel Benvenuto, al suo quinto anno in giallorosso, ha fatto il punto: «Vincere da capitano è un onore e vogliamo continuare. È un gruppo di grandi qualità tecniche e morali, abbiamo una mentalità vincente: sul campo non abbiamo paura di nessuno». Parole chiare sugli obiettivi tricolore degli Amicacci, confermati dalla giocatrice svedese Hillevi Hansson, dal portoghese Ibrahim Mandjam, dal basiliano Wallace Carvalho, dal vice capitano Francesco Brakus, dal 18enne Luigi Topo fino all’esperto italo belga Dimitri Tanghe, tutti convinti di avere le carte in regola per fare bene. Parole d’oro per il vice allenatore Gemi Oczan e per Andrea Accorsi, altro prezioso uomo dello staff tecnico. Per il turco Oczan da vent’anni in Amicacci, la ricetta del successo è semplice: «Con l’arrivo del coach abbiamo cambiato mentalità puntando sui giovani di ogni parte del mondo e creando su un’ossatura importante un gruppo forte, coeso e tranquillo». La firma sulla Coppa l’ha messa l’italiano Joel Boganelli, Mvp delle semifinali e al primo trofeo in carriera che ha dichiarato: «spero sia il primo di una lunga serie». Ma anche l’inglese Charlie Mc Intyre, Mvp delle finali è stato decisivo. Per guardare agli obiettivi futuri, coach Di Giusto è l’uomo adatto: «Abbiamo tutto per puntare in alto, squadra giovane e forte e un club che ci permette di lavorare bene, non è un caso se in 4 anni finora abbiamo raggiunto 7 finali. L’anno scorso siamo arrivati in finale di Coppa Campioni, ci è sfuggita la Coppa Italia, e preso il 5° posto ai playoff scudetto. Quest’anno, oltre alla Coppa Italia, ci siamo qualificati per la Supercoppa e lottiamo per i playoff scudetto. Abbiamo già vinto a Cantù e abbiamo battuto Sassari, le due corazzate per tutti grandi favorite, possiamo giocarci le nostre carte. E poi abbiamo il quarto di finale di coppa campioni da affrontare. La nostra ricetta per vincere è volare basso, non sottovalutare gli avversari e giocare divertendoci e mettendo insieme le nostre qualità».
Marco Rapone

