Battaglia a Teramo, il Chieti vince dopo un supplementare

L’Adriatica Press conduce a lungo ma non “uccide” la partita, poi gli episodi la puniscono Nei secondi finali gli ospiti guadagnano l’overtime grazie a un fallo molto dubbio
TERAMO. Il derby del Pala Scapriano va all’Europa Ovini Chieti che conquista due punti e scala posizioni in classifica. A conti fatti, però, l’Adriatica Press Teramo non ha meritato assolutamente la sconfitta. Anzi, analizzando al meglio gli interi quarantacinque minuti della contesa, i biancorossi hanno avuto le chance per riconquistare con merito quel successo che manca dal 25 novembre scorso. La partita è fatta di fotogrammi e, due, più di altri, servono a spiegare il perché del risultato. Sotto accusa la direzione arbitrale che, nel convulso ed intenso finale dei tempi regolamentari, prima ha fischiato un fallo su Gueye apparso inesistente (tre tiri liberi) e poi concesso una rimessa agli ospiti sulla quale più di un dubbio esiste.
Teramo si è innervosita anche perché, ad un certo punto, aveva la gara in pugno. Ma, per raccontare il derby, bisogna prendere in esame altri fotogrammi. Innanzitutto lo scempio di giocare una gara così importante, e con un discreto seguito di pubblico, in una struttura, il Pala Scapriano, al gelo e, praticamente, in penombra visto che a sette giri di lancette dalla fine, si sono spenti alcuni fari che hanno portato anche alla sospensione di qualche minuto. È un brutto, bruttissimo biglietto da visita per la città di Teramo. Basti pensare che coach Coen ha seguito la sfida, per larghi tratti, con il giubbino, così come la maggior parte dei presenti.
Detto questo, va ricordato come nelle ultime due uscite casalinghe l’Adriatica Press Teramo abbiagiocato due partite straordinarie raccogliendo zero e non sempre per suo demerito. Ma, contro il Chieti, probabilmente, oltre che la lucidità nel finale, deve rammaricarsi per il mancato killer instinct nel terzo quarto, quando non ha approfittato, o lo ha fatto molto parzialmente, di un blackout di oltre sette minuti in attacco dei teatini. L’Europa Ovini, dalla sua, ha avuto il grande merito di crederci sempre ma anche il demerito di non aver proseguito sulla falsa riga dell’inizio di contesa quando era arrivata anche al +9. In una serata negativa per alcuni, ecco che, a far gioire i teatini, è la sostanza, come sempre, impersonificata da Di Carmine, 16 punti e 10 rimbalzi, decisivo nel momento topico del confronto così come l’ex Milojevic e soprattutto Ponziani, senza dimenticare l’atletismo e la precisione, da tre, di Gueye. C’è ancora parecchia strada da fare ma è chiaro che vincere partite come quella di Teramo può aiutare a crescere sotto tutti i punti di vista. Una grande qualità di Teramo, mostrata ieri, è stata quella di non abbattersi dopo un inizio difficile. La partita ha evidenziato grandi ed eloquenti segnali di crescita da atleti come Marchetti e Kekovic con quest’ultimo, di certo, alla sua migliore prestazione in biancorosso. Dopo l’intervallo lungo e fino al tiro libero di Di Carmine a tre decimi dalla fine che ha portato la contesa all’overtime, gli uomini di coach Domizioli, inviperito a fine gara con i due fischietti toscani, hanno avuto il pallino in mano toccando anche i sei punti di vantaggio. Poi nell'overtime, nonostante un ottimo Costa, è arrivata la resa, con una forte delusione. Il pubblico ci ha creduto, sarebbero stati due punti d’oro, ma la classifica resta precaria e, domenica, a Campli, non si potrà proprio fallire l’occasione di far proprio il derby più sentito. Per l’Europa Ovini, al contrario, arriva il test più probante per misurare le proprie capacità contro la corazzata San Severo.
Matteo Falzon
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