Battistini: «Chiarezza per noi e la palla ovale»

L’appello del tecnico: «Lo sport è troppo importante per l’aspetto sociale». Pupeschi: «Non molliamo»
L’AQUILA. «Noi abbiamo potuto sfogarci sul campo. Gli amici del rugby non hanno avuto neppure quest’opportunità».
L’allenatore Pierfrancesco Battistini mostra di conoscere l’importanza dei segni. Eccolo spiegare il perché di quella casacca della prugna, cioè della rugby. «Avevamo bisogno di dedicare questa vittoria, avevo promesso una partita così anche per i rugbisti perché dobbiamo qualcosa anche a loro. Abbiamo colori diversi, ma portiamo il nome della città. L’Agnonese è forte e tosta e darà fastidio anche alle altre squadre. Era una partita rischiosa e fastidiosa. Dopo un inizio buono abbiamo sofferto alcune loro giocate. Ho chiesto ai nostri esterni di farci vincere la partita e l’hanno fatto. Padovani non stava benissimo, ma ha fatto una bellissima gara. L’unica pecca è che la squadra non può gestire il risultato, deve fare sempre il suo gioco sennò perdiamo la nostra identità. Anche chi è entrato ha fatto bene. Molto dipende anche dalla disponibilità dei ragazzi che è massima. Chi esce fa il tifo per gli altri, chi non gioca una partita torna ed è in grado di risolverne un’altra. Questa è la base per un gruppo importante. Il campo è la nostra salvezza, la nostra valvola di sfogo, la nostra ragione di vita».
Quindi l’appello finale: «Spero che presto ci sia chiarezza per noi, per il rugby, per gli altri sport: è troppo importante dal punto di vista sociale. Stiamo ricevendo attenzione e aiuto dall’amministrazione, giochiamo in uno stadio importante. Per questo non bisogna lasciare le persone al loro destino. I potenziali nuovi soci hanno detto che non ci sono le condizioni, in questo momento, per entrare. Ma sono pronti, se ci sarà un progresso positivo, a fare quello che hanno detto a inizio stagione. Spero che tutto vada in porto il prima possibile».
Niccolò Pupeschi parte con un’autocritica. «Perfetti fino al 92’, poi abbiamo preso gol. Ci succede sempre così: un cross, una mezza palla, e la prendiamo in tasca. I tre punti sono un segnale importante. Noi come gruppo siamo ragazzi eccezionali e lo stiamo dimostrando. Un segnale alla società, alla città, ai tifosi l’abbiamo dato. Ci auguriamo che il futuro sia più sereno e più sicuro per tutti. Il gol? Uno dei miei pezzi classici: palla, piede, stinco. Me lo sentivo. Se non molli, le cose prima o poi avvengono. La vittoria è il premio per esser rimasto qui, e per il lavoro che stiamo svolgendo. È merito del gruppo. Noi siamo qui. Non sappiamo dove arriveremo. Ma non molliamo». (e.n.)
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