Bellia risponde ai tifosi: «Pronto a rassegnare le dimissioni»

11 Novembre 2014

CHIETI. Walter Bellia sta pensando seriamente di lasciare il Chieti. Il giorno dopo il pareggio con la Vis Pesaro e la contestazione degli ultrà teatini, che con un comunicato hanno chiesto le...

CHIETI. Walter Bellia sta pensando seriamente di lasciare il Chieti. Il giorno dopo il pareggio con la Vis Pesaro e la contestazione degli ultrà teatini, che con un comunicato hanno chiesto le dimissioni di tutta la dirigenza, il presidente neroverde medita l’addio. «Prendo atto del comunicato dei tifosi e sono pronto a farmi da parte», spiega Bellia, «ma visto che lasciare vuol dire fallire e il fallimento verrà poi imputato al sottoscritto, devo riunirmi con le persone che mi sono state vicine in questa avventura e prendere una decisione definitiva che comunicherò nelle prossime ore». Quella di oggi è una giornata importante, forse decisiva, perché nel pomeriggio Bellia avrà un vertice societario con gli altri dirigenti e potrebbe annunciare le sue dimissioni. «La cosa migliorare da fare era dimettersi a luglio», dice il presidente, «in modo tale da non aggravare ulteriormente la mia situazione economica versando altri 50mila euro per iscrivere la squadra. In estate c’è stato un incontro con il sindaco, nel quale sono stato invitato a continuare perché le cose sarebbero cambiate. Ma sono stato l’unico a mantenere le promesse permettendo al Chieti di partecipare al campionato di serie D. Le promesse fatte da altri, invece, sono state disattese». Bellia, puntualmente, è rimasto solo: niente gestione dello stadio promessa dall’amministrazione e niente aiuti dagli imprenditori locali. E con la prima crisi di risultati di una squadra che, seppure decimata dagli infortuni e dalle squalifiche, non vince dallo scorso 5 ottobre ed è distante 11 punti dalla vetta, anche la curva Volpi ha voltato le spalle alla società. «Siamo stufi dell’ennesima gestione approssimativa e superficiale del Chieti che rovina e infanga la dignità di questa città», scrive il gruppo organizzato Ottantanove Mai domi, «e pretendiamo immediatamente le dimissioni della dirigenza». Quelle di Bellia, dopo sei anni di presidenza, arriveranno con ogni probabilità già oggi. E poi che ne sarà del Chieti? (g.g.)

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