Bellè, a 43 anni gioca e allena: «Col Pescara il mio gol più bello»

26 Febbraio 2020

ATESSA. Il riposo del guerriero. Momentaneamente fermo ai box per un piccolo problema di salute, Stefano Bellè conta già i giorni del suo ritorno in campo. «Mi chiamano in tanti, da Piazzano, per...

ATESSA. Il riposo del guerriero. Momentaneamente fermo ai box per un piccolo problema di salute, Stefano Bellè conta già i giorni del suo ritorno in campo. «Mi chiamano in tanti, da Piazzano, per chiedermelo, a conferma del legame fraterno che ormai mi lega a questo club», sottolinea il 43enne attaccante di Marino (Roma), che dopo una lunga carriera da professionista, seguita dall'approdo in panchina, ha deciso di fondere le due cose accettando, nel novembre scorso, l'offerta del Piazzano (Prima categoria girone B), che aveva appena esonerato Gianluca D'Onofrio. «Ambiente eccezionale», ribadisce Bellè, che in biancorosso ricopre il duplice ruolo di allenatore e giocatore, «che ad oggi non cambierei per null'altro al mondo. Mi hanno accolto benissimo sin dall'inizio, facendomi sentire uno di loro e vi assicuro che raramente mi era capitata una cosa simile, in tanti anni di carriera». Iniziata (dopo la consueta trafila nelle giovanili della Lazio) alla Lodigiani, in C1, e proseguita con un'interminabile girandola di maglie: Avezzano, Teramo, Sora e L'Aquila, in C2, prima del successivo salto in serie A nel Venezia (che all'epoca sborsò ben due miliardi di lire per il suo cartellino). Da lì poi l'esperienza in B ad Ancona (allenatore Spalletti) ed ancora tanta serie C1 e B, alle dipendenze di Pescara, Grosseto, Frosinone, Gallipoli e Lucchese, con gli ultimi tre anni di professionismo nella Cisco Roma, in C2. Ben quattro, le promozioni all'attivo: due dalla C1 alla B con Pescara e Frosinone, altrettante dalla C2 alla C1 con L'Aquila e Cisco Roma. «Diciamo», rammenta, «che le mie belle soddisfazioni me le sono prese, segnando anche diversi gol, alcuni dei quali importanti. In particolare ne ricordo uno: quello, su punizione, che diede al Pescara i tre punti sul campo della Sambenedettese, davanti a 18mila spettatori. Un'emozione grandissima, superiore anche a quelle provate in occasione dei campionati vinti». Ed ora, Piazzano: «Dopo aver allenato in Eccellenza e Promozione», svela Bellè, facendo riferimento alle esperienze vissute a Chieti Scalo, Tollo, Ortona e Francavilla, «ero indeciso se scendere in Prima, ma mi è bastato parlare con i dirigenti del Piazzano per dissipare ogni dubbio. Partita con l'obiettivo di risalire di categoria, la squadra ha incontrato alcune difficoltà, al punto da rischiare la retrocessione. La classifica continua a penalizzarci, ma ne stiamo venendo fuori». Anche grazie ai suoi gol: tre nelle ultime quattro gare, e tutti decisivi. «Siamo imbattuti da 7 turni», conclude Bellè, «e sulla strada che dovrà portarci alla salvezza». (s.d.c.)
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