Benali: andiamo in A così è certo che resto qui

18 Maggio 2016

La mezzala: «Dobbiamo pensare solo a noi stessi, senza cali di tensione»

PESCARA. «Secondo me ho toccato la palla prima che oltrepassasse la linea di porta. Peró di questi tempi è difficile togliere un gol a Lapadula, quindi va bene così». La divertente rivendicazione di Ahmad Benali sul 3-2 di sabato scorso, è lo specchio della serenità che regna all'interno dello spogliatoio biancazzurro, ma soprattutto della sua, messa a dura prova dallo sciagurato pomeriggio contro il Como: «È stato un episodio da non ripetere, per il quale ho più volte chiesto scusa. Come calciatori dobbiamo dare l'esempio a chi ci segue e io quel pomeriggio non l'ho fatto. Devo dire che l'entità della squalifica mi ha sorpreso: pensavo ad una, massimo due giornate. Ne ho prese quattro. Per fortuna è acqua passata». È rientrato a Chiavari, in un ruolo non suo, poi si è ripreso la cabina di regia alle spalle delle punte: «Il buono di questa squadra è che prova sempre a giocare palla a terra, esaltando le qualità dei giocatori più tecnici. Con l'Entella eravamo in emergenza e il mister mi ha chiesto di abbassarmi sulla linea dei centrocampisti. Ho giocato quasi sempre alle spalle delle punte e in questo momento il ruolo di trequartista è quello che sento più mio, ma all'occorrenza mi adatto».

Da rifinitore, sabato ha fatto vedere tutte le sue qualità, con un perfetto assist poi non trasformato da Lapadula e la rete in avvio di ripresa, il quarto successo personale della stagione: «L'anno scorso segnavo di più e non nascondo che ogni tanto il gol mi manca. Un po' come accade a Valerio (Verre, ndc). Però io gli dico che adesso noi dobbiamo occuparci della costruzione e dell'ultimo passaggio, perché davanti abbiamo chi è bravo a finalizzare. E i risultati ci danno ragione».

In caso di promozione il Pescara sarebbe obbligato a riscattarlo da Palermo per 1 milione di euro: «Me lo auguro. Voglio rimanere qui, mi sono trovato benissimo con tutti e la società ha un progetto importante. Prima peró concentriamoci sul finale di stagione». Che venerdì sera oppone il Pescara al Latina, nell'ultima partita della fase regolare: «Non possiamo permetterci cali di concentrazione. Se vinciamo siamo certi del terzo posto, senza dover fare calcoli. Mi aspetto uno stadio pieno e i tifosi pronti a spingerci». Lui ha già assaporato il gusto dei play off con la maglia del Brescia, quattro stagioni fa. Ora è il momento di viverli da protagonista: «Il post-season è un torneo a parte, dove a fare la differenza è la miglior condizione fisica e mentale. Onestamente lo scorso anno non avrei scommesso più di tanto sul Pescara, arrivato al settimo posto, ed invece i biancazzurri sono stati i più in forma di tutti, capaci di ribaltare i pronostici con Perugia e Vicenza per poi essere fermati solo dalla cattiva sorte in finale». Arrivati a questo punto, tutte le squadre sono temibili, ma a dispetto di chi vorrebbe evitare questa o quella, Benali (assente venerdì per squalifica)ha idee chiare: «Dobbiamo pensare solo a noi stessi. Se giochiamo come sappiamo saranno le altre a volerci evitare».

Adriano De Stephanis

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