Benali: la svolta? Un richiamo di Oddo
La mezzala: «Dopo le prime sei gare mi prese da parte e toccò le corde giuste»
PESCARA. Prima di diventare protagonista aveva bisogno di scrollarsi di dosso la delusione. L’anno scorso Ahmad Benali (nella foto) segnò 9 reti in B con il Brescia. Un ottimo rendimento per un centrocampista che spinse il Palermo ad acquistarlo. Ma il profumo della serie A durò poche settimane. Beppe Iachini, non ritenendolo pronto per il grande salto, gli consigliò di accettare la proposta del Delfino. Così Benali lasciò la Sicilia. Con tanta amarezza e il pensiero fisso di riconquistare la massima serie. «Mi sentivo pronto per la A», afferma Benali, «invece capii subito che non c’era posto nel Palermo. Forse in Italia c’è un po’ di timore nel lanciare i giovani. Così dissi sì al Pescara».
Dopo un avvio sottotono è diventato insostituibile. «All’inizio il gruppo non mi sembrava molto unito, ma con il passare del tempo ho capito di essermi sbagliato. Nello spogliatoio si respira un bellissima atmosfera, siamo tutti amici e in campo si vede».
Il merito della crescita va diviso con l’allenatore. «Oddo dice sempre quello che pensa. Dopo le prime 6 partite mi ha chiesto maggiore impegno. Disse che si aspettava di più da me. Ho accettato il suo richiamo e da quel momento il mio torneo ha preso una piega diversa». Infatti, a distanza di qualche giorno, lo stesso Oddo ha sottolineato i progressi spiegando che «Benali aveva cambiato mentalità rispetto all’inizio». Finora l’ex bresciano ha collezionato 21 presenze (19 da titolare) condite da 2 reti e ben 4 assist. Con il passare del tempo Ahmad ha confermato di essere un giocatore tecnico, veloce, abile nelle due fasi e in grado di agire in varie zone del campo senza dare punti di riferimento agli avversari. Nel Pescara, infatti, ha già ricoperto tanti ruoli. «Ho fatto il trequartista, la mezzala e il play-maker. Per me non c’è differenza. Ho seguito i consigli dell’allenatore che mi ha fatto capire l’importanza di fare più ruoli. Se sono migliorato lo devo a lui, al suo staff e ai miei compagni. Mai prima d’ora avevo visto in Italia un gioco così bello come quello che propone il Pescara».
Il terzo posto non basta più. L’obiettivo è raggiungere le due battistrada. «Crotone e Cagliari non hanno accusato alcuna flessione, ma prima o poi tutte attraversano un periodo negativo. Quando arriverà quel momento dobbiamo essere bravi ad approfittarne».
In caso di promozione il club biancazzurro avrà l’obbligo di riscattare il suo cartellino. «Qui mi trovo benissimo. Spero di vincere il campionato così a fine stagione diventerò un calciatore del Pescara».
Ammira lo slovacco del Napoli, Marek Hamsik, e si è sempre ispirato all’ex milanista Ronaldinho. Nato a Manchester da padre libico e madre inglese, Benali indica le differenze tra l’Italia e l’Inghilterra. «Da noi ci sono meno pressioni. Un calciatore, anche se la squadra va male, può uscire tranquillamente per una passeggiata o una cena al ristorante. In Italia la squadra è il simbolo di una città e quando si ottengono risultati positivi i tifosi ti fanno sentire una star». Sabato c’è il Bari. «Vorremmo lo stadio pieno. I nostri supporter potrebbero essere il dodicesimo uomo in campo. Il Bari è forte, ma se continueremo a giocare su questi livelli non dovremo preoccuparci di nessuno».
Giovanni Tontodonati
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