Benali: troppo molli, bisogna cambiare registro

Severa analisi del centrocampista del Pescara dopo il passo falso di Brescia: «Dobbiamo imparare a soffrire e a limitare i danni quando non è giornata»
BRESCIA. «E’ andata malissimo». Ahmad Benali non si nasconde. Le statistiche di fine gara sono impietose (5 tiri in porta contro 1) e la delusione traspare dai volti di tutti i tesserati del Pescara, ai quali proprio non è andato giù un 2-0 che vale la seconda battuta d’arresto consecutiva in trasferta.
Se si pensa che c’era voglia di riscatto dopo il 2-2 interno contro lo Spezia, si capisce perché il centrocampista libico sia amareggiato al pari di tutti i suoi compagni. Eppure, tra i calciatori c’è la consapevolezza che si può (e si deve) fare di più. E’ evidente che nello spogliatoio il problema sia stato già individuato: «In questa categoria non si può andare in campo molli», l’autocritica di Benali, il grande ex in campo, «contro il Brescia abbiamo visto che se giochiamo in un certo modo non possiamo mai pensare di fare punti, indipendentemente dal numero di punti che ha in classifica l’avversario».
Il Pescara ha pagato un primo tempo giocato sottotono: «Loro invece sono partiti molto forte», annuisce il classe 1992, «li abbiamo sofferti e ci hanno fatto due gol in pochi minuti dopo che hanno dimostrato di andare fortissimo, come già in altre circostanze».
Sul 2-0, era obiettivamente difficile pensare di poter riprendere la gara: «Di sicuro nel secondo tempo abbiamo fatto meglio», l’analisi di Benali, «ma probabilmente era troppo tardi per portare a casa qualche punto».
Per il calciatore ex Palermo non è un problema di singoli né di moduli. Il motivo che ha portato il Pescara a frenare nel corso delle ultime settimane risiede altrove: «Inutile fare processi, la colpa non è di nessuno in particolare. Semplicemente, in questo momento stiamo soffrendo come squadra. E’ un momento difficile, e purtroppo non siamo in grado di gestirlo evitando di prendere gol. Ci è già successo, evidentemente è un difetto sul quale dobbiamo lavorare, anche perché l’uno-due del Brescia ci ha tagliato le gambe ed ha compromesso l’intera partita. Dobbiamo stringere i denti e limitare i danni, dobbiamo imparare a soffrire senza compromettere le partite», la chiosa di Benali.
Umore decisamente diverso in casa Brescia. A fine gara, Roberto Boscaglia ha preso per mano il suo staff tecnico e lo ha portato sotto la curva degli ultras locali, che ha tributato al tecnico siciliano un’autentica ovazione. La quinta vittoria casalinga consecutiva lancia le rondinelle in zona play-off, ma il tecnico non si scompone: «Dobbiamo semplicemente restare con i piedi per terra», ripete l’allenatore di una delle squadre rivelazione del campionato, che divide i meriti del successo con tutte le componenti: «La società è stata brava ad essere onesta con la gente, siamo partiti in ritardo, ma abbiamo lavorato con grande tranquillità. Sono contento per questa gente, a Brescia mi sento davvero a casa e sono felicissimo di essere entrato in sintonia con loro. Naturalmente sono felice anche per il sottoscritto e per lo staff tecnico, lavorano 24 ore al giorno e senza di loro il mio lavoro sarebbe inutile».
L’allenatore elogia Geijo, alla sua ennesima prodezza: «E’ un ragazzo fantastico che, per caratteristiche, riesce a sfruttare al meglio il lavoro dei compagni. Stiamo giocando un ottimo calcio ed abbiamo finalmente trovato grande equilibrio, ma ci tengo a sottolineare che adesso non dobbiamo perdere l’umiltà: se siamo arrivati lassù è anche grazie a questa qualità che ha unito tutte le componenti, è nostra intenzione provare a restarci ma possiamo farlo soltanto se continueremo a lavorare tutti uniti e compatti».
Marta Mulè

