«Bene in attacco, ma non la mentalità»

15 Ottobre 2017

Zeman felice per la vittoria, chiede più convinzione ai suoi: «Non riusciamo a giocare con la testa libera. Siamo troppo passivi»

PARMA. Minimo sforzo, massimo risultato. Il Pescara si conferma squadra formato trasferta (sette punti nelle ultime tre gare giocate lontano dall'Adriatico) e torna da Parma con i tre punti in tasca. Basta il gol di Brugman, al 40' del secondo tempo, per far tornare il sorriso a squadra e tifosi. Il successo strappato in Emilia cancella, dunque, la sconfitta casalinga contro il Cittadella e permette ai ragazzi di Zeman di farsi rivedere in zona play off. Ma le distanze rimangono pressoché invariate: in otto punti si passa dal Palermo capolista al Cesena, attuale fanalino di coda. «La classifica starà così a lungo, visto anche i risultati di oggi (ieri, ndc)», ha spiegato Zeman in conferenza stampa, «il campionato di B si decide negli ultimi due mesi. Per ora c'è equilibrio, vediamo chi riesce a spezzarlo». Quel che più contava, però, era tornare a Pescara con un risultato positivo e un Delfino più pragmatico del solito ci è riuscito in tutto e per tutto. «Penso che abbiamo fatto qualcosa di più nella fase offensiva», ha proseguito il tecnico boemo, «anche se la partita in sé non aveva grande ritmo, non c'era grande movimento né da parte nostra né da parte loro». Il successo del Tardini può essere il momento chiave per dare la svolta alla stagione. Una svolta che passerà dall'entusiasmo di un gruppo giovanissimo, il più “verde” di tutta la cadetteria. Ma con Zdenek Zeman, si sa, i giovani possono esplodere da un momento all'altro. «Per un allenatore come me c'è da divertirsi ad allenare i giovani. Bisogna dare loro il tempo necessario di potersi adeguare al campionato di B. Speriamo di riuscirci perché loro il talento ce l'hanno».
Ma a chi avanza scomodi paragoni con i talenti del passato, l'allenatore di Praga risponde così: «I giovani che ho hanno qualità, spero arrivino vicino al livelli di Immobile e Insigne». I problemi con una squadra così giovane sono però sempre dietro l'angolo. E Zeman ne è consapevole. C'è tanto su cui lavorare e su cui migliorare. «Da parte nostra c'è sempre troppa preoccupazione. Non riusciamo a giocare con la mente libera. Quando abbiamo la palla ci preoccupiamo di non prendere gol e come mentalità è sbagliata: prima si pensa a farlo, poi a non subirlo».
Il dogma assoluto è sempre il solito: non rinunciare mai alla mentalità offensiva. «In possesso palla ci fermiamo a pensare a cosa può succedere se la perdiamo... Entriamo e siamo passivi per vedere cosa fanno gli altri, invece di provare a proporre qualcosa noi. Quando i ragazzi riusciranno a capire questa differenza, penso che si vedrà un'altra cosa». Non potevano non far discutere le scelte del boemo, che a Parma ha sorpreso tutti schierando in porta Fiorillo: «Fiorillo e Pigliacelli sono bravi entrambi. Volevo vedere Fiorillo, nell'ultima gara Piglicelli non mi era piaciuto nell'impostazione del gioco: se noi non siamo veloci ad iniziare, abbiamo sempre problemi ad arrivare in attacco».
Chi ha qualche problema serio in attacco è invece il Parma, che segna col contagocce. «Me lo aspettavo così», ha ammesso il boemo, «sapevo che aveva problemi realizzativi; ha segnato 7 gol solo su palle inattive».
Clima meno disteso in casa Parma, che al Tardini proprio stenta a decollare (appena una vittoria e un pareggio). Il tecnico pescarese D'Aversa ha così analizzato il match in conferenza: «Non dobbiamo crearci alibi, nel primo tempo abbiamo avuto occasioni per fare goal, ma non ci siamo riusciti. Tornare a casa con una sconfitta non è bello e non ci soddisfa. Bisogna dare qualcosa in più tutti non solo gli attaccanti».
Lorenzo Fava