Bergodi senza rancori «Grato ai pescaresi ma devo batterli»

L’ex alla guida del Modena dimentica l’esonero del 2013 «Pescara la squadra più in forma, serve la gara perfetta»
PESCARA. Tante gioie e una grande delusione. Oggi pomeriggio, quando vedrà sfilare in campo le maglie biancazzurre, di sicuro Cristiano Bergodi ripenserà alle tante esperienze vissute in riva all'Adriatico. Emozioni indimenticabili da calciatore con la conquista della serie A nel 1987 con Giovanni Galeone, delusioni forti da allenatore nel torneo di A 2012-13 a causa di un’avventura finita male e qualche polemica a distanza con Daniele Sebastiani nei giorni successivi all’esonero. I due si conobbero quando Bergodi entrò nel Pescara all'età di 16 anni nella formazione Allievi, guidata da Tony Giammarinaro. L’attuale tecnico del Modena frequentò l’istituto per Ragionieri “Tito Acerbo” e nella sua classe c'era proprio il presidente biancazzurro. L'esonero di tre anni fa creò un attrito tra i due, ma il tempo guarisce le ferite e l’allenatore di Bracciano mette da parte i rancori.
«Nei confronti del Pescara e dei pescaresi», afferma Bergodi, «provo soltanto una grande riconoscenza. Sono arrivato in Abruzzo da ragazzino e mi sono tolto la prima soddisfazione con la promozione in A. Da allenatore ho avuto qualche problema, eppure l'avventura era stata bellissima fino alla partita di Firenze». Era il 6 gennaio 2013 e il Delfino, grazie alle reti di Jonathan e Celik, espugnò il Franchi portandosi in una posizione di classifica tranquilla. Nel frattempo, il calciomercato aveva aperto i battenti. Fu la rovina. «Avevamo bisogno di alcuni innesti», rivela Bergodi, «per aumentare il tasso tecnico e l'esperienza, purtroppo andò male. In ogni caso, non porto rancore nei confronti di Sebastiani e della società. Adesso però devo pensare al presente e alla salvezza del Modena».
In effetti, se il Pescara ha già la certezza di potersi giocare la serie A, gli emiliani rischiano di finire in Lega Pro. Da quando è subentrato a Crespo, il Modena ha collezionato 7 punti in altrettanti confronti.
Se il torneo finisse ora, i canarini sarebbero costretti a disputare i play out da quint'ultimi. «Sarà una dura lotta fino alla fine. Per battere il Pescara servirà la partita perfetta. È la squadra più in forma della serie B. Dopo i tre punti restituiti al Lanciano, in settimana, la corsa salvezza è diventata più serrata. Siamo consapevoli dell'importanza del match, ma troppe pressioni possono rivelarsi dannose».
Bergodi deve fare i conti con le assenze di Belingheri (infortunato) e di Giorico, appiedato dal giudice sportivo, che si aggiungono a quelle di Bertoncini, Camara e Galloppa. Il tecnico degli emiliani recupera in extremis Mazzarani, che ha smaltito l'affaticamento muscolare che lo ha costretto ad allenarsi a parte per l’intera settimana. L’ex Novara sostituirà Belingheri giocando alle alle spalle della coppia d’attacco d’attacco formata da Luppi e Granoche. In mediana, al posto di Giorico, Osuji ricoprirà il ruolo di play maker con Nardini e Bentivoglio mezzali. Nelle ultime gare Osuji era stato impiegato terzino destro, perciò il suo avanzamento darà una chance a Calapai che tornerà titolare dopo oltre un mese (9 aprile, Modena-Trapani 1-4). A completare la retroguardia, davanti al portiere Manfredini, Gozzi e Marzorati centrali e Rubin a sinistra. Se Osuji dovesse giocare terzino, Bentivolgio scalerebbe in cabina di regia con l’inserimento di Crecco nella posizione di interno.
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