Berrettini sa solo vincere e fa suo anche il Queen’s

Il romano concede il bis a Londra a una settimana dal successo di Stoccarda «Imporsi in due tornei di seguito dopo un’operazione alla mano è incredibile»
ROMA. Le sofferenze e le preoccupazioni dell'operazione alla mano destra sono dimenticate. Con una spettacolare doppietta tra Stoccarda e il Queen's, dove era campione uscente, Matteo Berrettini dimostra di essere davvero tornato, al suo meglio, pronto ad affrontare Wimbledon (al via tra una settimana) ancora da protagonista e a ribadire il suo ruolo di n.1 azzurro. Sull'erba del prestigioso club londinese, stringendo al braccio la grande coppa dopo aver battuto in due set il serbo Filip Krajinovic, il romano ha frenato a fatica la commozione, tra gli applausi e le ovazioni di un pubblico che ne ha fatto un beniamino. «Non riesco a realizzare quel che ho fatto», ha detto Berrettini. «Tornare da un'operazione, vincere due tornei di fila e ripetermi in uno dei più prestigiosi è qualcosa di incredibile. Ma ora non voglio piangere, quanto ringraziare il mio team e la mia famiglia». Loro erano tutti lì a sostenerlo, nelle prime file, ma il Berrettini di oggi non aveva bisogno di qualcuno che lo sorreggesse, se non con un'occhiata di approvazione. Servizio micidiale, diritto implacabile e rovescio preciso, uniti ad una forma ritrovata e ad una grande consapevolezza lo rendevano ingiocabile per un Krajnovic, n.48 Atp, che finora sull'erba non aveva mai vinto neppure un match. Il serbo è stato ordinato, anche offensivo, ma Berrettini gli è stato superiore in tutto e il 7-5, 6-4 finale, in un'ora e mezza di gioco, era l'unico risultato possibile. Nel primo set, più equilibrato, tutto è cambiato sul 5 pari, quando il serbo ha perso per la seconda volta il break e Berrettini ha quindi chiuso la partita col servizio e col dritto. Nel secondo set, il break decisivo è arrivato sul 2 pari e da lì è stato tutto in discesa per l'azzurro, che ha potuto festeggiare il settimo titolo Atp in carriera. Il suo tennis sui prati è quasi irresistibile: vi ha vinto venti degli ultimi 21 match su erba e complessivamente 33 partite su 39 in singolare. Nell'era Open, Berrettini è tra i migliori cinque di sempre per percentuale di successi, in compagnia di leggende come Roger Federer, John McEnroe, Novak Djokovic e Rod Laver. «Dopo la lunga assenza ho ripreso a giocare a Stoccarda la settimana scorsa e non mi sentivo al meglio, ho detto a tutti che sarebbe stata dura, invece....», ha spiegato Berrettini, sempre pronto alla battuta. «Sono italiano, ci lamentiamo sempre... ma ora non mi lamento più. Poi non avrei mai creduto di ripetermi anche qui. Quando giro per i corridoi, e di solito mi ci perdo, vedo i nomi dei grandi che vi hanno vinto. Sapere che sulle pareti c'è il mio, due volte, è una grande emozione». «Per me questo non è una preparazione a Wimbledon, ma un torneo davvero storico e importante. Al Championship ci penserò da domani», ha concluso. Venti vittorie nelle ultime ventuno partite giocate sull’erba, con l’unica sconfitta subita nella finale di Wimbledon per mano di Novak Djokovic. L’attenzione va proprio allo Slam londinese, dove il serbo sembra poter essere l’unico a poter davvero battere l’azzurro sul verde, proprio come accaduto un anno fa. Va comunque detto che il nativo di Belgrado dopo il Roland Garros non ha praticamente mai giocato, mentre Berrettini ha spazzato via qualsiasi avversario.
Antonello Di Blasio

