Berrettini: «Satta addio, pronto per tornare»

Il tennista azzurro annuncia la fine del fidanzamento con la showgirl: «Il 12 marzo in campo a Phoenix»
ROMA . Rigenerato nel corpo e nella mente Matteo Berrettini guarda avanti con ottimismo e dopo un'annata da incubo nella quale praticamente non ha mai giocato fissa i suoi obiettivi, a cominciare dal rientro in campo nel challenger di Phoenix dal 12 marzo, al rapporto con Sinner («ho capito subito che era speciale, mi sta aiutando molto») e la fine della sua relazione con Melissa Satta («Abbiamo avuto un rapporto bellissimo»). «Sto bene, mi sono preso il tempo necessario per rientrare al massimo e fare una bella annata. Ciò che mi interessa è tornare a competere con i migliori. Non andrò a Indian Wells ma partirò da Phoenix e Miami e poi ci sono i tornei sulla terra rossa. Voglio giocare a Roma, dove manco da due anni e la cosa mi fa molto male», dice il tennista, «il sogno rimane quello di vincere un grande torneo. Il 2024 non sarà l'anno in cui rincorrerò uno del grande slam, cercherò di arrivare il più avanti possibile», ha aggiunto il romano. Berrettini è sorridente, motivato, e sicure di sè. E alla domanda sul rapporto con Melissa Satta non si tira indietro e fuga ogni dubbio dopo tante voci: «Io e Melissa non stiamo più insieme. Abbiamo avuto un rapporto bellissimo e intenso di grande stima. Non andrò oltre questo. Non è successo niente di particolare. La devo ringraziare per questo bellissimo anno vissuto insieme».
Berrettini torna a parlare di tennis e del momento difficile, ormai alle spalle: «Sono stati mesi complicati in cui non sono riuscito a fare quello che amo di più: giocare e competere. Sono stati mesi complicati perché rispetto al passato ho accettato meno questa cosa. Avevo difficoltà a sentirmi giocatore, una difficoltà che ho espresso anche fuori dal campo. Ora è tutto superato, mi sento bene fisicamente e mentalmente, ho tanta voglia di sentirmi di nuovo giocatore. Sento una bella energia nell'aria». Berrettini riavvolge il nastro del suo 2023, un vero annus horribilis: «Problema fisico o mentale? È sempre partito tutto dal problema fisico. Ora sentendomi meglio con la testa riesco a gestire anche i piccoli acciacchi. Il momento più difficile? L'infortunio agli Us Open e i mesi successivi». Inevitabile la domanda su Jannik Sinner: «Ho grandissima stima per lui, sin dalla prima volta che abbiamo giocato insieme qui a Montecarlo avevo capito che fosse speciale. Sta facendo cose pazzesche, ci sentiamo spesso, mi sta aiutando molto».

