Bessa scalcia Benali: putiferio a fine gara

Reazione incontrollata del libico espulso insieme a Barella
PESCARA. Al triplice fischio si scatena un putiferio. Tutto nasce da un calcio che Bessa sferra a Benali che non la prende bene. Passa un secondo e il calciatore del Pescara tenta una reazione, ma viene portato via dai suoi compagni di squadra. Benali, incontenibile, riesce a divincolarsi con una veemenza inaudita liberandosi della presa di Lapadula e di altri biancazzurri che provano invano a fermarlo. Addirittura, ad un certo punto, entra in campo Daniele Sebastiani per calmare l’ex bresciano. Nulla da fare, va a vuoto anche il tentativo del presidente. Il centrocampista inglese di origini libiche elude il suo intervento dirigendosi a grande velocità verso i giocatori del Como. A quanto pare, oltre al colpo di Bessa, quando l’arbitro fischia la fine del match, Benali riceve un altro calcio da un avversario che scatta dalla panchina per colpirlo. Probabilmente si tratta di Barella che nel dopo partita viene espulso dal direttore di gara. Il gesto scatena l’ira del calciatore pescarese che va fuori di sé e non riesce a calmarsi. C’è un contatto deciso con Barella, ma per fortuna, poco dopo i due vengono separati in modo definitivo. Attorno si crea un assembramento e vola qualche altro colpo proibito. C’è anche chi se la prende con la persona sbagliata. In particolare, il croato Kukoc punta un funzionario della Digos che per spegnere le sue cattive intenzioni gli mostra il tesserino.
Dunque, per la seconda volta nel 2016 all’Adriatico finisce in rissa. Era già accaduto lo scorso 27 febbraio al termine della gara contro l’Ascoli, ma Sebastiani ci tiene a precisare. «Benali è stato provocato», spiega il presidente biancazzurro, «non possiamo passare per quelli che aizzano gli avversari. Questa squadra è formata da ragazzi perbene che finora hanno sempre dimostrato la loro correttezza. Ma bisogna condannare il comportamento di Benali. In quei casi non deve cadere nelle provocazioni. A volte la tensione agonistica può giocare brutti scherzi, ma quello che ha fatto non è giusto. È necessario controllarsi ed evitare quelle reazioni, anche perché poi si pagano le conseguenze. Venerdì non ci sarà ad Avellino e chissà quando lo riavremo. Nel dopo-partita Benali è andato dall’arbitro spiegandogli la causa del suo eccessivo nervosismo».
In ogni caso, anziché litigare, Benali avrebbe fatto meglio a festeggiare un successo atteso da oltre due mesi. Magari correndo sotto la curva che ha incitato i biancazzurri fino al fischio finale.
Giovanni Tontodonati
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