Bjarnason: il mio Pallone d’oro è Modric

11 Luglio 2018

L’ex biancazzurro: «Dal vivo è impressionante. Messi o Ronaldo? Leo  è il migliore, ma per vincere serve il collettivo. A Pescara mi sento a casa»

PESCARA. «Dopo il Mondiale sono tornato in Islanda, ma faceva freddo e sono scappato per tornare a Pescara». Birkir Bjarnason sta trascorrendo qualche giorno di vacanza in un luogo che gli è rimasto nel cuore. Sole, piscina e buon cibo, ospite a Città Sant’Angelo dei suoi amici Costantino e Lilly Bortone. Per la coppia, Birkir è come un figlio. Peccato che il tempo sia passato in fretta. L’islandese sarebbe rimasto volentieri, anche se forse avrebbe rischiato di mettere su qualche chilo di troppo. «Come sapete, adoro gli arrosticini, in sei giorni li ho mangiati tre volte»! Domani, a malincuore, saluterà l’Abruzzo. Il 21 luglio andrà in ritiro con l’Aston Villa e prima di quella data dovrà fare un salto dai parenti in Norvegia e poi ancora in Islanda.
Il cammino in coppa del mondo si è interrotto nella fase a gironi. La sua squadra non è riuscita a ripetere l’exploit degli ultimi Europei (quarti di finale persi contro la Francia, un vero e proprio miracolo per una nazione di circa 330.000 abitanti). A breve Bjarnason si ritufferà nella Championship, la serie B inglese, per tentare un nuovo assalto alla Premier League, che l’Aston Villa ha mancato di un soffio perdendo la finale play off contro il Fulham. Proprio come accadde al Pescara il 9 maggio 2015, quando i biancazzurri videro svanire la promozione in serie A a Bologna. Quel giorno, l’assenza di Birkir, impegnato con la Nazionale, scatenò la reazione dei tifosi del Delfino. In migliaia tempestarono di messaggi la pagina Facebook dell’Islanda con l’hastag #freeBirkir per protestare in modo originale e simpatico contro la federazione islandese che non lasciò il calciatore al Delfino.
Bjarnason, di nuovo a Pescara. Come mai?
«Quando siamo stati eliminati dalla coppa del mondo, sono tornato in Islanda. La temperatura era di circa dieci gradi, così mi sono detto: “Ho ancora qualche giorno di vacanza, perché non andare a Pescara al caldo? Allora sono partito, come del resto faccio quasi ogni anno».
Cosa ha fatto in questi giorni?
«Mi sono rilassato al caldo e in piscina. Poi ho gustato le vostre prelibatezze, tra le quali gli immancabili arrosticini. Nei primi sei giorni li ho mangiati tre volte... A Pescara mi sento a casa, la gente mi vuole bene e io sono legatissimo a questa città».
Sa che molti pescaresi hanno tifato Islanda ai Mondiali?
«Sì, ho letto. Peccato per l’eliminazione, ma è stata comunque un’esperienza meravigliosa. Il nostro era un girone durissimo con Argentina, Croazia e Nigeria, forse il più impegnativo di tutti».
Deluso dall’Argentina?
«Mi aspettavo di più, anche se la squadra di Sampaoli ha sempre avuto problemi di gioco. Era lecito attendersi un miglioramento ai Mondiali, invece, ancora una volta il collettivo non ha funzionato. Però il loro potenziale è immenso, basta leggere i nomi dei giocatori che erano in panchina. Ad esempio Higuain e Dybala. Chi mi ha impressionato di più? Modric. Sapevo che era forte, ma dal vivo è impressionante».
Messi o Ronaldo?
«Sono diversi, ma Leo resta il migliore. Con il pallone fa ciò che vuole. Ronaldo non ha punti deboli ed è spietato sotto porta».
Sorpreso dalla mancata qualificazione dell’Italia?
«Mi è dispiaciuto tanto non vederla in Russia. Sarei stato felicissimo di incontrare gli azzurri e di provare a batterli».
Lei gioca nell’Aston Villa. Differenze tra il calcio inglese e quello italiano?
«In Inghilterra tutto si basa su forza e velocità, mentre in Italia viene privilegiato l’aspetto tattico e si gioca di più con la testa».
Chiudiamo con il Pescara che viene da due annate deludenti.
«Lo segue sempre, purtroppo è andata male. Mi auguro che torni ad essere protagonista. Sono e resterò per sempre un tifoso biancazzurro».
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