Bjarnason intoccabile Baroni ha il suo leader

12 Settembre 2014

Titolare con soli due allenamenti, il tecnico stravede per lui

PESCARA. È lui l’uomo in più del Pescara? Marco Baroni spera che Birkir Bjarnason inizi ad indossare i panni del leader. Soltanto ieri è tornato ad allenarsi con i compagni dopo l’impegno con la nazionale islandese. Martedì a Reykjavik è andata di lusso, l’Islanda è partita con il piede giusto nel girone di qualificazione agli Europei: un roboante 3-0 alla più quotata Turchia e Birkir titolare, poi sostituito a venti minuti dal fischio finale. Magari sarà un po’ provato dal viaggio, ma difficilmente Baroni rinuncerà al suo apporto. Dunque, questa sera il centrocampista verrà preferito a Flavio Lazzari nella mediana completata da Appelt Pires e Guana.

Un centrocampo inedito, cucito appositamente per esaltare le sue qualità. I suoi inserimenti sono troppo preziosi per il tipo di gioco che il tecnico toscano intende praticare. A Terni sono mancate le sue accelerazioni improvvise, quegli scatti felini in grado di sorprendere e disorientare gli avversari. In sostanza, il suo cambio di passo. L’anno scorso il suo passaggio alla Sampdoria nell’ultimo giorno di mercato aveva fatto infuriare i pescaresi. E quest’anno si è temuto lo stesso epilogo. Perché il 26enne islandese, che ama gli arrosticini e adora giocare a golf, non ha smesso di sognare la serie A. È il suo cruccio, tant’è che quando la Samp ha deciso di non riscattarlo, ci è rimasto molto male. Per fortuna del Delfino nessun club ha formulato un’offerta allettante e lui è rimasto a disposizione di Baroni. La sua possibile (ri)partenza è stata il tormentone dell’estate, ma l’allenatore biancazzurro è sempre rimasto sereno e fiducioso: «Birkir si allena come un professionista esemplare», diceva Baroni, «e se rimarrà qui saremo tutti felici e contenti».

Bene, Bjarnason non si è mosso, ma soprattutto è concentrato più che mai sul raggiungimento del suo obiettivo: riconquistare la A da protagonista. Intanto, tutti restano in attesa del suo primo gol all’Adriatico. Infatti Birkir, per tifosi e compagni di squadra Thor (divinità scandinava nota come il dio del tuono), così chiamato per la chioma bionda somigliante a quella del supereroe del fumetto della Marvel Comics, finora non ha mai festeggiato davanti ai suoi supporter.

In serie A con la maglia biancazzurra ha totalizzato 24 gare e messo a segno 2 reti, entrambe di testa in trasferta: la prima allo stadio “San Paolo” di Napoli, la seconda al “Renzo Barbera” di Palermo. Esordì nella massima serie il 1 settembre del 2012 con Giovanni Stroppa che gli diede poca fiducia. Con l’arrivo di Cristiano Bergodi, invece, Birkir riconquistò il posto mettendo in mostra le sue maggiori doti: dinamismo, atleticità e puntuali inserimenti da dietro. L’anno scorso alla Samp con Delio Rossi ha avuto un discreto spazio, ma dopo l’avvento di Sinisa Mihajlovic è finito nel dimenticatoio.

Per una sola gara non ha raggiunto la quindicesima presenza, indispensabile per far scattare il bonus di 200mila euro. Una scelta che ha indispettito la società biancazzurra. Per questo motivo ci sono state alcune frizioni con la Sampdoria e il calciatore è finito alle buste. Buon per il Delfino che, dopo aver ceduto la metà del cartellino al club ligure per un milione di euro, a giugno l’ha riscattata per sole 20mila euro. Ed ora il Pescara resta l’unico proprietario.

Giovanni Tontodonati