Blatter: perdono ma non dimentico

31 Maggio 2015

Il presidente Fifa avverte Platini e l’Uefa valuta lo strappo

ROMA. Ha vinto ma «non dimentica» e così Sepp Blatter, fresco del quinto mandato alla Fifa, si leva subito qualche sassolino dalle scarpe. Nonostante i 17 anni di “regno” alle spalle, che dovrebbero averlo reso il presidente di tutti, come ama definirsi, il 79enne svizzero manda segnali non proprio incoraggianti a quanti non lo hanno votato, Michel Platini e la Federcalcio europea in primis: «Da parte dell'Uefa e del suo presidente c'è stata una vera e propria campagna d'odio. Io perdono tutti, ma non dimentico», l'affondo che Blatter invia ai suoi nemici: «Non proveniente da una sola persona, ma da un'organizzazione che non ha capito che nel 1998 io sono diventato presidente». Poi la bordata a “Le Roi”, che alla vigilia del voto aveva chiesto a Blatter di farsi da parte: «Io perdono tutti, ma non dimentico. Platini è stato all'epoca un grande giocatore ma oggi questo suo tentativo di farmi fuori dimostra che non ha nessun fair play, non era lui a dover decidere ma il congresso. Ci ha provato e ha perso», aggiunge Blatter ricordando però che «la Fifa non può sopravvivere senza l'Uefa e viceversa». La risposta sabato 6 a Berlino in occasione della finale Champions, quando si riunirà l'Esecutivo Uefa che potrebbe sancire un clamoroso strappo: «Ci saranno discussisioni», fa sapere Platini, «e vedremo cosa fare. Io vado con animo sereno». Tra i suoi alleati anche il presidente Figc, Carlo Tavecchio: «In sintonia con l'Uefa ho votato Alì Al Hussein. Ho letto con grande stupore alcune considerazioni sul voto italiano, ma ribadisco che abbiamo sempre lavorato per l'unità dell'Uefa in sintonia con il presidente Platini».