Blitz Teramo, sfatato il tabù esterno

14 Marzo 2021

I biancorossi sbancano Catania con un autogol e tornano alla vittoria in trasferta dopo quattro mesi. Il Diavolo ora è sesto

CATANIA. Un successo esterno inseguito per quattro mesi e mezzo, apparsi lunghissimi. Una vittoria storica ed inedita al Massimino, che rilancia le ambizioni del Teramo e prepara la volata del Diavolo al rush finale. Perché, se dopo i bei segnali forniti nelle ultime partite - col ritorno alla vittoria e due buoni pareggi a Castellammare e con il Catanzaro - ai biancorossi serviva quello decisivo, ecco che arriva direttamente dalla Sicilia.
Nell’anticipo della trentesima giornata, i ragazzi di Paci esultano sull’Etna, al termine di una prova fatta di concretezza e buone idee, contro un Catania scarico, fin troppo brutto per essere vero e che ha tirato fuori la rabbia nel finale. Ma solo per protestare con l’arbitro Luciani per due episodi dubbi avvenuti in area di rigore biancorossa, in pieno recupero (mani di Vitturini e Tentardini?). Poco importa al Teramo, che può festeggiare un ritorno alla vittoria in trasferta che mancava da quattro mesi e mezzo. Era il 31 ottobre scorso quando il Diavolo espugnò Pagani, con una rete in pieno recupero siglata da Ilari. Stavolta basta molto meno: un gollonzo alla mezz’ora del primo tempo. Destro di Vitturini di prima intenzione da fuori area, palla che sbatte sui due pali interni prima che Confente la corregga in rete con il pugno, nel tentativo di non farsi superare. Tecnicamente autogol del portiere, ma è da applausi tutta l’azione.
Come è da elogiare e da apprezzare il piano partita disegnato da Massimo Paci, ancora una volta bravissimo a preparare la gara, a leggerne e ad interpretarne le fasi. Inizialmente sembrava che il Teramo aspettasse il Catania, ed invece dopo una leggera fase di studio i biancorossi hanno iniziato a sfruttare i punti deboli degli etnei (una difesa troppo statica e il poco filtro del centrocampo) per rendersi pericolosi.
Bene Costa Ferreira nell’ultimo passaggio, con due potenziali assist a Pinzauti (destro debole) e Santoro (inserimento chiuso in extremis da Claiton), solida la difesa che concede poco, se non un fendente dalla distanza a Dall’Oglio. Si arriva così al gol, nato da una ripartenza fulminea di Bombagi che mette al centro per Vitturini che propizia il regalo di Confente. Un vantaggio meritato per un primo tempo dominato nell’intensità e nell’attenzione difensiva da parte del Teramo. Un lavoro che la formazione biancorossa compie alla perfezione anche nella ripresa, concedendo veramente poco ad un Catania che, in meno di venti minuti, manda in campo tutto il suo arsenale offensivo senza mai impensierire Lewandowski.
Pinzauti cestina il raddoppio in avvio, poi qualche tiro dalla distanza, una serie di angoli nel finale (con un unico brivido portato da Russotto), le due proteste nel recupero sono i segnali del Catania. Però la palla-gol per chiudere la partita ce l’ha avuta soprattutto il Teramo, in contropiede, chiuso dalla conclusione centrale di Mungo. Diavolo che sembra essere uscito dal letargo: alla vittoria dell’andata sono seguite quindici gare con un’unica vittoria (quella col Bari). Per fortuna l’inverno è alle spalle, il Teramo sembra pronto per la rincorsa finale. E il successo a Catania è un primo grande mattoncino per i play off.
Daniele Salerno