Bolic, il doppio ex: «Ho il cuore diviso a metà»

3 Giugno 2016

L’ex difensore oggi vice allenatore del Partizan: «All’Arechi che passione! A Lanciano si sta bene»

LANCIANO. Domani sera nessuno avrà il cuore diviso a metà come Drazen Bolic, ex capitano della Virtus Lanciano, arrivato in Italia nel 1998 proprio grazie alla Salernitana. Bolic da gennaio è viceallenatore del Partizan Belgrado, sulla cui panchina da dicembre c'è Ivan Tomic, ex Roma. «È un grande club che mi dà l'opportunità di fare un grande lavoro, oltre ad essere la mia squadra del cuore in Serbia e quella dalla quale sono partito», dice orgoglioso l'ex rossonero, che non ha smesso di seguire le vicende della Virtus, «anche se un po' di meno rispetto al passato», spiega, «perché quest'anno sono stato più impegnato nei fine settimana: sabato e domenica sono i giorni in cui si viaggia, si va in ritiro, si gioca. Però, vedo sempre i risultati e i tabellini: ho letto le notizie sui casini che ci sono stati, le penalizzazioni date e tolte, la voci sulla cessione della società». Per tre stagioni l'Arechi è stato la casa di Bolic, che tra A e B in granata ha collezionato 85 presenze, mentre 97 sono le partite di campionato con i frentani dal 2005 fino a quando ha smesso. «Non mi sono lasciato bene, e questo mi dispiace», spiega, «ma non meritavo di andare via in quel modo: potevo dare un contributo maggiore, anche giocando poche partite nell'ultimo anno in cui sono stato a Lanciano, e mi dispiace non averlo potuto fare». Di recente Bolic ha avuto modo di incontrare a Belgrado il direttore sportivo Luca Leone, che praticamente gli ha passato la fascia di capitano nel 2007. «Quando ci siamo ritrovati ci siamo salutati e abbiamo parlato tanto», racconta il serbo, «lui allora era il direttore sportivo e doveva fare gli interessi della società, e in mezzo c'ero io che facevo i miei. È andata così... Però, ne abbiamo parlato, e ora non c'è nessun problema tra di noi».

È forte il legame con entrambe le squadre che si affrontano domani: «Di Salerno mi è rimasto impresso l'impatto appena arrivato da Belgrado in un campionato che all'epoca era il migliore d'Europa: tutto il mondo voleva giocare in Italia! Mi ha colpito quell'ambiente che ama il calcio con il calore e il temperamento del Sud, e l'Arechi è splendido! Poi sono venuto a Lanciano a fine carriera», continua Bolic, «quando sono arrivato pensavo di smettere prima, ma ho trovato una città e una società in cui mi sono trovato benissimo: penso che l'ambiente di Lanciano abbia prolungato la mia carriera».

Quindi con chi si schiera Bolic? «È una scelta davvero difficile! Non riesco proprio a parteggiare per l'una o per l'altra perché sono stato benissimo sia a Salerno sia a Lanciano, e tutte e due mi sono rimaste davvero nel cuore. L'unica cosa che mi sento di dire», conclude l'ex capitano rossonero, «è che per il futuro auguro il meglio a tutte e due: comunque vada, spero che possano ritrovarsi il più presto possibile in serie B».

Andrea Rapino

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